Chiesa di S.Giacomo Apostolo a Cornigliano

Una chiesetta, come cappella degli Spinola, che nella zona avevano vasti possedimenti, è ritenuta anteriore al dato storico che la nomina la prima volta in un lascito del 14 febbraio 1217; nel 1231 è già indicata come parrocchia, dipendente dalla pieve di San Martino di S. Pier d'Arena.

Nel 1440 Francesco Brignole di Rapallo versava nel Banco di S. Giorgio la somma necessaria per assicurare con frutto le celebrazioni domenicali.

Nel 1480 Luca Spinola marchese di Lerma a proprie spese fece riedificare la chiesa; in suo onore vi fu posto il suo stemma gentilizio. Nel 1515 vi era parroco don Filippo Pallavicini che l'anno dopo fu eletto vescovo di Aiaccio; con la rinunzia del successore, don Bartolomeo Lorenzini di Trebbiano, cesso alla chiesa il governo del clero secolare.

I Pallavicini che vi ebbero per un certo tempo il diritto di nomina del parroco, divisarono di offrire chiesa e canonica ai Domenicani di S. Maria di Castello. Papa Clemente VII con bolla del 12 giugno 1526 gliela affidava ufficialmente.

I Religiosi trovandola piccola e povera, nel 1538 la ampliarono. Nel 1562 per opera di Pallavicini la chiesa fu fornita di un coro nuovo; nel 1563 Paolo Spinola vi finanzio altri lavori. Nel 1796 la chiesa fu rifatta quasi interamente a spese di Domenico Serra. Finalmente il venerando parroco Luigi Oggiero progetto la costruzione d'un tempio nuovo più adatto ai bisogni spirituali della più numerosa popolazione.

Dopo lunghe e ostinate opposizioni l'idea trionfo. Diede il disegno il geniale e generoso Maurizio Dufour.

Il 9 novembre 1884 l'arcivescovo Magnasco benediceva la prima pietra; la nuova chiesa fu costruita a lato dell'antica che in parte vi resto incorporata servendo come sacristia. L'interno è ad unica navata vasto e grandioso; oltre l'altar maggiore, vi sono due grandi cappelle laterali e quattro minori; quella del Rosario fu eretta nel 1889.

Il 24 luglio 1886 la chiesa nuova era benedetta da Mons. Giacinto Rossi domenicano, vescovo di Sarzana e Brugnato; un altro domenicano l'arcivescovo di Vercelli Mons. Carlo Lorenzo Pampirio la consacrava il 25 luglio 1891.

Nel 1891 fu costruito il grandioso campanile in stile bramantesco su disegno di Maurizio Dufour; oggi è sormontato dalle dieci campane lavorate dalla fonderia Mazzola di Valduggia e benedette la domenica 14 ottobre 1928 da Mons. G. M. de Amicis, vescovo titolare di Sinope.

I Domenicani della parrocchia dipendenti dapprima da S. Maria di Castello di Genova, nel 1582 dal Capitolo Generale di Mantova ebbero la nomina di convento autonomo.

Nella guerra del 1746 dovettero abbandonare il convento e la chiesa che dall'esercito straniero subì grave rovina; tornarono nel 1747 a riparare i danni del saccheggio.
Più grave rovina subì il convento quando occupata Genova dai rivoluzionari francesi, i domenicani dovettero disperdersi e unico religioso resto il parroco e il convento torno alle dipendenze di S. M. del Castello.

Soltanto nel 1905 la S. Sede con suo decreto dichiaro il convento di S. Giacomo Vicariato indipendente con proprio Superiore.
Dopo una apostolica e amata presenza di 455 anni consecutivi i Domenicani lasciarono nuovamente e definitivamente la cura parrocchiale.
L'Arcivescovo card. G. Siri con suo decreto in vigore dal 4 ottobre 1981 ne fece la consegna ai P.P. Scolopi, a Genova noti e apprezzati da secoli.
La chiesa è dotata di molte opere d'arte; se ne può leggere un dettagliato elenco nel Novella.

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