Abbazia di San Nicolò del Boschetto. Storia e Opera.
L'Abbazia di San Nicolò del Boschetto nasce ufficialmente nel 1415, col riconoscimento da papa Martino V della donazione ai Benedettini da parte degli eredi di Magnone Grimaldi di una chiesetta intitolata a San Nicola e di una primitiva struttura, che nel corso dei secoli XV e XVI diventarono monastero compito e splendido. 1) Ebbe priori e abati di chiara fama: nel '400 il Beato Nicolò di Prussia e Giuliano Vernazza che completò la chiesa nell'ampiezza attuale; nel '500 Don Ilarione, mistico illuminato e autore di opere religiose; nel '600 Don Placido Cicala e Don Luigi Maria Doria, il primo scrittore, il secondo intenditore d'arte; nel '700 Don Angelo Serafino Cambiaso, della famiglia polceverasca del celebre pittore Luca Cambiaso, e Don Timoteo Botti che restaurarono e in parte trasformarono l'abbazia con interventi improntati alla magnificenza. 2) Ebbe benefattori tra l'aristocrazia genovese, che in ordine di tempo furono soprattutto i Grimaldi, i Lercari, gli Spinola e i Doria. 3) Del glorioso passato conserva innumerevole tracce, tra le quali sono di estremo interesse le tombe marmoree quattrocentesche di Tedisio Doria, Cattaneo Grimaldi, Battistina Doria, e cinquecentesche del doge Giambattista Spinola, Paolo Doria, Pellegrina Doria e Giambattista Buzallino.

 

 

  

ABBAZIA  SAN NICOLO’ DEL BOSCHETTO IN CORNIGLIANO

(XV SECOLO) 

CHIOSTRO PICCOLO o di FORESTERIA - E' a destra per chi entra. Terminato nel 1483. Dava accesso alla spezieria, o infermeria, o farmacia. C'era anche l'ingresso alla cantina. In questa vasta cantina nell'800 e nei primi anni del 900 veniva prodotto il vino "Coronata"

CHIOSTRO GRANDE - E' a sinistra per chi entra. Terminato nel 1519. Sul lato Sud, l'accesso al refettorio e alle celle.Sul lato est, c'è l'appartamento dell'Abate, che include il Capitolo e la primitiva sagrestia, poi chiamata Cappella di Santa Caterina Fieschi Adorno. Sul lato Nord la chiesa.

 

CHIESA - Quella che vediamo è il rifacimento barocco del 1641. Sulla controfacciata un sarcofago paleocristiano del IV secolo, e le arche cinquecentesche di Pellegrina Doria e di Giambattista Buzallino. A capo della navata destra, la Cappella della Madonna che fu anche il mausoleo Lercari-Spinola, dipinta a fresco, presumibilmente dai fratelli Calvi, alla fine del '500. Nella navata centrale le tombe quattrocentesche di Cattaneo Grimaldi e di Battistina Doria. Nel presbiterio i mausolei secenteschi di Ansaldo Grimaldi e di suo nipote Cardinale Gerolamo Grimaldi. A capo della navata sinistra , la cappella di San Benedetto, che era stata la primitiva chiesa privata del 1311 di Magnone Grimaldi, poi trasformata nella forma attuale da Paolo Doria nel '500 . Quivi la superba bocca di tomba cinquecentesca di Paolo Doria. Esternamente al lato destro del presbiterio, la sagrestia di Andrea Doria, figlio di Bartolomeo, (non il grande ammiraglio, Principe Andrea Doria), fatta nel 1472, di belle forme rinascimentali.

       

 

PRIMO PIANO - Refettorio e cucina, fatti nel 1426, con successivi rifacimenti nel '500, '600 e '700. Le celle del lato ovest sono le primitive quattrocentesche. Le celle sul lato meridionale e orientale, di struttura imponente, ripetono lo schema settecentesco della croce latina (ripresa in seguito anche nell'ospedale Galliera).
SEMINTERRATI - Sono sul lato sud, est e parzialmente nord del chiostro. Nei vasti locali orientali, disposti su due piani, c'era l'officina conventuale per lavori su legno e pietra. Pensiamo che ivi siano stati dipinti i famosi teli del Sepolcro cinquecentesco, ora conservati nel museo diocesano di Genova.
AGGIUNTE DEL 1960 - Con l'Opera Don Orione il complesso si è ampliato a sud con un vasto salone, sovrastante una palestra . Sul piano superiore al salone sono state recentemente ristrutturate camere modernissime per l'ospitalità.