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Badia di S. Andrea
sulla collina degli
Erzelli a Cornigliano

La 'Badia di
Sant’Andrea degli Erzelli (che era detta anche
Sant’Andrea de Sexto, per la sua vicinanza a Sestri Ponente)
è un antico complesso monastico, ora sconsacrato, nel
ponente della città di Genova, sulla collina degli Erzelli a
Cornigliano. Il complesso è situato sulla mezza costa della
collina degli Erzelli, a poca distanza dalla spiaggia detta
"il deserto", ora interrata, nelle cui vicinanze su uno
scoglio sorgeva un antico convento benedettino, risalente al
VII secolo.
Le prime notizie
documentate sulla Badia di Sant’Andrea risalgono all’anno
1100. La Badia fu fondata dai cistercensi quando, intorno al
XII secolo, per l’accresciuto numero dei monaci, divenne
insufficiente l’antico convento benedettino sull’isolotto di
Sant’Andrea. Fu una delle più antiche comunità cistercensi
in Italia, seconda solo a quella di Tiglieto
(GE).
Qui visse per un
certo periodo, nella prima metà del XII secolo, il santo
monaco Alberto, prima di trasferirsi nell’eremo sopra Sestri
Ponente dove ora sorge un santuario a lui dedicato. Per
alcuni secoli la badia fu sede di un "ospitale" per
accogliere i pellegrini diretti in Terrasanta e divenne poi,
per volere del papa Sisto IV, commenda delle famiglie
Campofregoso e Fieschi. Nel 1245 vi soggiornò il papa
Innocenzo IV Fieschi, in viaggio verso Lione per partecipare
al Concilio che si tenne in quella città.

Nel 1570, la badia
di Sant'Andrea fu assegnata dal papa Pio V all’Inquisizione,
dopo che un incendio nel 1558 aveva distrutto la sede
genovese di questa istituzione. Sciolta l’Inquisizione nel
1798, al tempo della Repubblica Ligure napoleonica, la badia
fu acquistata dal duca Vivaldi Pasqua, che la trasformò in
villa signorile, conservando nelle strutture l’originario
stile gotico. Nel 1879, insieme a tutta l’area circostante,
divenne proprietà dell’imprenditore Edilio Raggio.
Gravemente danneggiata nel corso della seconda guerra
mondiale e successivamente ristrutturata, divenne sede di
società ed enti di ricerca fino alla metà degli anni ‘90.
Oggi la badia è discutibilmente chiusa all’interno di un
contesto privato.
Liberamente tratto
da Wikipedia |
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