Personaggi legati a Cornigliano

 

LAERTE OTTONELLI (Attore dialettale)

Laerte Ottonelli, figlio di Giuseppe e di Erminia Cardi è stato un corniglianese D.O.C. essendo nato nel quartiere della “marina” il 17 dicembre del 1906.

Primo di tre fratelli ( Flavio, Aldo e Ofelia) gli fu imposto il nome di Laerte. Probabilmente c’era già in famiglia qualche appassionato di teatro dato che anche la sorella Ofelia ricorda un personaggio dell’ Amleto di Shakespeare.

Segno del destino?

Certamente sì visto che Laerte iniziò a calcare le tavole del palcoscenico in età giovanissima nel teatrino del “Gymnasium” a Cornigliano, formandosi, come si suol dire, le ossa. Passò quindi alla Filodrammatica della “Socieà Ansaldo” e ancora a quella del Dopolavoro Ferroviario di Sampierdarena per recitare al fianco di Enrico Poggi e Bianca Zanardi, illustri attori dell’epoca. Ma al sogno da lui sempre seguito potrà dare consistenza nel 1941 quando getterà le basi del “Gruppo Artistico Dialettale” che agirà periodicamente e subordinatamente alle esigenze degli anni della guerra, nei numerosi “Dopolavoro” della Grande Genova e peregrinando nei teatri delle due riviere e dell’entroterra genovese.

Nel dopoguerra fece parte, come primo attore, della Compagnia di Gina Solis che portò il dialetto genovese nelle maggiori città italiane.

La preoccupazione maggiore di Laerte è sempre stata quella di portare sulla scena commedie limitate, il meno possibile, alla presentazione di macchiette grottesche e stantie ed in parte è riuscito a dare vita a numerosi personaggi veri ed umani, viventi la vita di ognuno di noi e che di ciascuno hanno pregi e difetti.

Nel 1960 viene gli viene offerto il teatro dell’Italsider a Cornigliano dove la Compagnia potè svolgere, in maniera stabile, le sue recite.

In questo contesto sperimentò un vasto e scelto repertorio evolvendo la sua Compagnia che potè così esibirsi in teatri quali il “Margherita” di Genova, il Verdi ed il Roma di Sestri, il Chiabrera di Savona , i Parchi di Nervi, il “Masini” di Faenza e molti altri ancora.

Non ha mai creduto Laerte in un teatro dialettale che debba avere l’esclusivo scopo di far ridere, ma bensì in un teatro il cui repertorio rappresenti l’espressione della vita quotidiana con i suoi contrasti, i suoi drammi, le sue passioni.

Numerosi sono stati i riconoscimenti di pubblico e di critica che hanno accompagnato la vita artistica di Laerte Ottonelli e non solo a Genova ma anche fuori dai confini liguri. Anche il regista Luigi Squarzina lo volle nel cast che portò sulle scene nazionali ed internazionali la commedia “Cinque giorni al porto”.

Nel 1975 prese parte allo sceneggiato televisivo “ Le Cinque stagioni” al fianco di attori come Gianni Santuccio, Tino Carraro, Carlo Romano, Isa Miranda.

Il 2 giugno 1980 il Presidente Sandro Pertini gli concedette l’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica” per meriti artistici.

Laerte Ottonelli è sicuramente stato, dopo Gilberto Govi, la migliore espressione del teatro dialettale genovese nel quale credeva come mezzo privilegiato per raccontare la realtà della vita così come vissuta nelle piazze, nelle strade; un teatro che parla il linguaggio del popolo, del piccolo borghese.

E Laerte ha sicuramente onorato questo suo impegno.

Le foto:

Dalla commedia “Regio de dina”

 

Dalla commedia “ Barudda e Pipia”

 

Dalla commedia “ I figgi no se pagan”

 

Dalla commedia “Ghea na votta in paise” ambientata a Cornigliano