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PACIUGO
E PACIUGA
(testo di Sara Zunino)
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Paciugo e Paciuga |
Li chiamavano Paciugo e Paciuga ed erano una
coppia di sposini del XI secolo che vivevano nel quartiere di Prè.
Lui era marinaio e così
spesso si imbarcava e rimaneva lontano da Genova anche per diversi
mesi, mentre lei lo attendeva pazientemente prendendosi cura della
loro semplice ma graziosa casetta.
Capitò un giorno che, durante uno dei viaggi, Paciugo fu catturato
dai saraceni e richiuso in una delle loro prigioni.
Il tempo
trascorreva e non ricevendo più notizie Paciuga non potè far altro
che pregare.
Ogni sabato
andava a piedi fino al Santuario della Vergine Incoronata e anche se
ormai tutti lo credevano morto lei non perdeva la speranza.
Trascorsero oltre 12 anni e
finalmente Paciugo riuscì a fuggire per tornare a Genova e arrivò
proprio di sabato.
Quando fu a casa e non
trovò la sua Paciuga ad attenderlo, senza farsi riconoscere, chiese
ad una vicina dove poteva trovarla.
La donna, che da
sempre aveva invidiato il loro amore, disse che lo sapevano tutti
che Paciuga ogni sabato andava a Coronata per pregare la Vergine che
le riportasse il marito ma in realtà si incontrava con un altro
uomo.
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Santuario S. Maria e
S.Michele |
Paciugo
fu preso da una tremenda gelosia e si incamminò verso Coronata senza
esitare.
Lungo la strada
la incontrò, lei lo riconobbe immediatamente e iniziò a baciarlo e
abbracciarlo continuando a ringraziare la Vergine che aveva esaudito
le sue preghiere e così propose di tornare il giorno dopo al
santuario per ringraziarla. Paciugo accettò.
Il giorno dopo presero una
barca a remi e quando furono al largo Paciugo chiese a Paciuga del
suo tradimento.
Lei rimase
allibita non poteva credere alle domande che le venivano fatte e lui
interpretò quel silenzio come un'ammissione di colpa.
Così l'accoltellò e poi legatole un sasso al collo la gettò in mare.
Allo scomparire della sua
amata nelle onde, fu preso da un'incontenibile senso di colpa e
arrivato a terra corse fino al santuario di Coronata perchè voleva
pregare la Vergine che fino a quel momento l'aveva protetto.
Appena entrò in chiesa vide
inginocchiata davanti all'altare la sua Paciuga che si voltò e gli
andò in contro con tutto il suo amore. La Vergine aveva
dato loro un'altra possibilità, l'aveva salvata perchè sapeva che
era innocente e che meritava di vivere quel loro grande amore.
Fonte:
www.vegiazena.it
Insomma, un miracolo. E una leggenda, certo.
Però se vi recherete nel bel Santuario di Coronata, troverete fra
gli ex voto deliziose
tavole
dipinte
che ritraggono la truce storia a lieto fine e, in una nicchia, le
due statue affiancate del
Paciugo e della Paciuga
, elegantissimi nel costume tradizionale genovese.
E, come scrisse
Remo Borzini,
“di
notte, quando la chiesa è vuota, le immense navate sono buie come le
stive e gli ex voto sembrano brillare di luce propria come stelle,
allora questi coniugi di cartapesta raccontano alla Madonna tante
cose.
Lei le parla di Prè, dei dodici
anni di attesa, del basilico coltivato sul davanzale per fare il
pesto al Paciugo non appena fosse tornato etc etc.
Lui le racconta le storie dei turchi, e ogni notte ne ha una
nuova.
E la Vergine ancora oggi ascolta e sorride.”
Mitì Vigliero
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