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A CORNIGLIANO (SEC. XVII)

Villa Carbone in via Cervetto a
Cornigliano è appartenuta per secoli ai marchesi Carbone. La difficile
riqualificazione di Cornigliano, che si trova a fare i conti con
l'ingombrante eredità di ciminiere e capannoni, molti dei quali oramai in
disuso, punta dunque a riacquistare una propria fisionomia e un nuovo
equilibrio socio-urbanistico, anche attraverso interventi di recupero come
quello effettuato sulla villa.
Nonostante il lungo periodo di abbandono e malgrado gli eventi bellici che
hanno coinvolto la villa, minandone definitivamente la solidità strutturale,
restano ancora leggibili elementi che, necessariamente sono stati
salvaguardati e quindi conservati: la grande loggia angolare posta a sud est
del piano nobile, i prospetti sud, est e ovest, e tutto ciò che resta
intatto della bella torretta, tipico elemento di villa d'epoca. Particolare
cura è stata posta, inoltre, nel consolidamento di tutte le parti
dell'edificio , rispettando tutti gli elementi decorativi, gli stucchi e le
modanature».
L'uso di materiali e di tecnologie tradizionali, «restituiscono» così Villa
Carbone con tutte le comodità, le dotazioni di sicurezza, gli impianti
certificati e confort moderni. Il progetto di riqualificazione, ha puntato
inoltre al riordino delle aree verdi, attraverso una ricostruzione
dell'ambiente originario del periodo «d'oro» della villa: gli interventi
riguardano infatti l'area agricola a monte della villa; il cortile murato o
delle magnolie; l'aiuola della vasca ottagonale e delle palme; il cortile
d'ingresso; la terrazza principale o degli agrumi e la zona a valle della
villa. E tra gli abitanti di via Cervetto e dell'intera delegazione, la
soddisfazione è tanta; perché riqualificare Villa Carbone significa per
tanti: «riqualificare il territorio di Cornigliano con le sue cinquanta
ville appartenute a nobili che soggiornavano nel borgo, comprese quelle di
Coronata». Così come dichiara Rolando Vanni residente in zona: «Villa
Carbone era ridotta in macerie. Abbandonata, e nel degrado più assoluto. Non
era di certo uno spettacolo edificante. Il verde intorno neanche a parlarne,
soltanto una boscaglia incolta. Durante la guerra, i bombardamenti l'avevano
miseramente ridotta in rovina. E interventi non ce ne erano più stati.
Vederla rinascere, fa bene al cuore e agli occhi; perché pensarla oggi come
struttura con appartamenti di lusso in vendita, attribuisce valore aggiunto
alla nostra zona. In una posizione collinare dominante, visibile da diverse
angolazioni con il suo nuovo tetto in ardesia, le antiche mura appena
ridipinte e il viale d'accesso risistemato nei suoi tratti originali, sono
sintomo di riqualificazione e rinascita, e rispetto per chi, qui, ci vive».

Santa Caterina da Genova vissuta nella Villa Carbone a cavallo sec.
XVI-XVII in un dipinto di Giovanni Agostino Ratti
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