Villa Marchese

Villa Spinola Dufour a Genova Cornigliano sec. XV

La villa di ponente è stata donata ai PP Domenicani, ed è oggi adibita a circolo ricreativo della chiesa di S. Giacomo. La parte di levante rimane invece proprietà dei Dufour fino al 2005 quando, dopo anni di abbandono, viene venduta ad una società cooperativa che l'ha oggi sottoposta ad una nuova fase di ristrutturazione.

Questo complesso edificio, dal volume quadrangolare, compatto ed organizzato intorno ad una corte centrale,è costituito da due Ville distinte e contigue; esso si sviluppa lungo un tratto dell'antico percorso fondamentale. Entrambe le ville presentano forme e organizzazione degli spazi tipiche delle ville prealessiane genovesi: condizionamento dell'ambiente che si traduce in una forte aderenza al terreno in pendio; una regolare scansione della maglia muraria, pur mantenendo una caratteristica libertà distributiva degli ambienti ed infine la doppia loggia, diversamente da quanto avverrà poi nelle ville di Galeazzo Alessi della metà del XVI sec. Si legge in Gustavo Dufour:"Il Palazzo mostra come in queste ville del 1400 vi fossero regole comuni(...)" infatti la datazine della nostra villa è confermata dalle testimonianze materiali tipiche della suddetta fase: volte ad ombrello, lunettate su peducci, a stella con rosone centrale, pavimentazione ed elementi in ardesia (a spacco per i quadroni dei pavimenti), portali con sovrapporta e stemmi della casata, il motivo del salone al piano terreno ed infine la presenza dello scalone d'onore costituito da due rampe tra loro perpendicolari e disposte ad elle, conducenti al piano nobile.

In una planimetria vinzoniana del 1757, l'edificio appare dotato di ampie pertinenze agricole estese fino alla spiaggia, parte dal disegno boschivo e parte tenute in stile giardino all'italiana. Oggi queste pertinenze risultano modificate in larga parte, tranne nella zona antistante il prospetto sud della Villa di levante, dove l'antico aspetto è rimasto pressochè invariato.

  • Il complesso è dotato di ben due torri: quella posta a nord-ovest è, nella parte superiore, a sbalzo su beccatelli in pietra, mentre quella collocata a sud est è rientrata e, originariamente separata dal corpo dell'edificio, oggi collegata ad esso da un cavalcavia. Queste due strutture, insieme alla compattezza dei volumi, sottolineano il carattere di edificio padronale di villeggiatura e, data la posizione un tempo isolata nel territorio, dotato di sistemi difensivi e di avvistamento come ci conferma ancora una volta Gustavo Dufour:" Non è una torre nobiliare, vera e propria fortezza".

  • La Villa di ponente: sicuramente meglio conservata, presenta il proprio prospetto principale rivolto a ovest, dove troviamo anche l'ingresso, un plastico portale rinascimentale a volumetriche bozze e timpanato, presentante, nell'interno della strombatura, quello che potrebbe essere lo stemma della casata.

  • Sullo spigolo nord-ovest s'innalza la vera e propria torre nobiliare.

  • Appena entrati si presenta dinnanzi a noi la locale soluzione dell'atrio al piano terra, così organizzato: in asse col portone si apre una porta che conduce ad un ampio vano con particolari volte a stella, mentre alla nostra destra possiamo percorrere le due rampe dello scalone in ardesia che ci conduce al piano nobile.

  • Qui giunti possiamo osservare ampi vani, ora adibiti a scuola di danza, anch'essi voltati, dei quali quello destro conduce a una terrazza. Questi ambienti, così come quelli del piano inferiore e anche la volta a botte che sovrasta la scalinata, presentano disegni cinquecenteschi, purtroppo mal conservati. In un pessimo stato di conservazione sono anche le decorazioni degli esterni (successivi alla fase quattro-cinquecentesca) come gli eleganti fastigi barocchi in toni di rosso genovese, posti attorno alle finestre del piano alto sul prospetto nord, o il falso bugnato ancora visibile presso l'angolo nord-est.

  • La Villa di levante. Specularmente opposto rispetto a quello dell'attigua villa, il prospetto principale della Villa di levante è rivolto a est. In seguito a rimaneggiamenti subiti nell'800, la villa presenta oggi corpi coperti a terrazza che, insieme alla possente torre quattrocentesca, ne articolano il volume. Una volta entrati all'interno, immancabile, l'atrio d'ingresso ci accoglie con il suo pregevole soffitto voltato a stella, con il rosone centrale e con le nervature su peducci tipicamente in ardesia. Ancora una volta si dipana dinnanzi a noi lo scalone d'onore costituito da due nere scalinate (ardesia) che ci conduce in una loggia, ormai tamponata da vetrate e pavimentata in cotto, voltata a padiglione nuovamente su peducci in ardesia ed arricchita da un sovrapporta del medesimo materiale. Da qui si accede ad un salone il cui soffitto è decorato da una grande rosa quattro-cinquecentesca circondata da festoni di tenui colori (rosa e grigio), il pavimento è qui in graniglia e non in ardesia; si può infine percorrere un continuum spaziale che mette in collegamento i due nuclei-villa.


 

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