Villa Marchese


Villa Marchese ex Spinola sec. XVI

Villa Marchese è una tipica villa genovese risalente al tardo cinquecento. Si colloca nella parte alta di Cornigliano precisamente in via San Giacomo Apostolo, antica “crosa” che raggiunge Coronata. Fino ai primi del novecento era l'unica strada percorribile dall'abitato di Cornigliano, che veniva chiamato “u Burgu” , e che si distingueva per le sue numerose ville rispetto alla “Marina”, alla “Colombara”, a Campi e Coronata, tutte località dell'antico municipio corniglianese. L'asse viario pedonale per Coronata, via San Giacomo Apostolo, è connotato da un paesaggio rurale di tipo diffuso, seppur in più punti, ormai abbandonato ed incolto e da poche ville e case di residenza. Architettonicamente parlando, villa Marchese si presenta con un corpo di fabbrica principale caratterizzato da due ampie logge poste asimmetricamente rispetto all'asse della facciata principale che fanno pensare ad un ampliamento seicentesco. La villa è collocabile nella tipologia delle ville genovesi prealessiane per il suo caratteristico corpo di fabbrica allungato e il muro di spina centrale, che divide nettamente la parte a mezzogiorno da quella a tramontana e segna, quindi, la linea di colmo della copertura a padiglione. Caratteristica era la vocazione agricola della proprietà. Un tempo i terreni della villa si estendevano lungo la collina retrostante e raggiungevano l'attuale casello autostradale di Genova - Aeroporto. La parte a monte della proprietà è stata massicciamente urbanizzata negli anni '50 e '60 del passato secolo. La parte a valle, di più modeste dimensioni, invece è stata conservata quasi interamente, salvo una piccola porzione su cui è stata costruita via Cervetto dalla quale la villa ha l'accesso carrabile attraverso un lungo viale che sale fino al piazzale su cui si affaccia il fabbricato. Il viale segue il perimetro della proprietà per un tratto e poi prosegue, seguendo le linee di livello del terreno, fino all'accesso della villa. La porzione di terreno rimanente si colloca tra il predetto viale e l'antica “crosa” via San Giacomo Apostolo.La famiglia Marchese è proprietaria del compendio immobiliare da tempo immemorabile, risulta addirittura che la riscattarono dai Marchesi Spinola, di cui erano enfiteuti, già agli inizi del 1700. La famiglia Marchese risiedeva in via Giustiniani, nel centro storico genovese, in un palazzo proprio che attualmente, a seguito delle divisioni ereditarie, non appartiene più al ceppo “corniglianese”. Infatti, a partire dalla fine del 1800, alla morte di Luigi Settimio Marchese, la proprietà passa al figlio Pietro che, con la moglie Giovanna Pagella, la rileva dai fratelli per intero.Quindi passa ai figli Carlo, scultore, e Cesare, medico, quest'ultimo mancato prematuramente nel 1931. Carlo Marchese, pertanto, diviene unico proprietario e, alla sua morte avvenuta nel 1972, la proprietà passa alla figlia Giovanna che prosegue nel mantenimento di quel che è rimasto dell’antica dimora e del suo residuale terreno. La villa di Cornigliano era meta preferita di villeggiatura della famiglia Marchese, tanto che in alcune memorie cartacee dei primi dell’800 la località veniva ricordata la mitezza del suo clima, la bellezza dei suoi ubertosi orti e del paesaggio punteggiato da numerose e bellissime ville nobiliari tutt’ora esistenti, ma ormai fagocitate dalla Cornigliano dei giorni nostri. Addirittura il Giustiniani, insigne storico genovese, ricorda come proprio a Cornigliano erano più numerose le residenze di villa che quelle comuni. Villa Marchese era sicuramente tra queste e prosegue nel tempo come traccia di un antico e glorioso passato. La villa assume carattere di residenza fissa della famiglia a partire dagli inizi del 1900 quando il Comandante della Regia Marina, Pietro Marchese, decise di trasferirsi a vivere con la famiglia proprio a Cornigliano.

Pietro Marchese dà luogo ad un restauro della villa, in particolare vengono rifatti tutti i pavimenti con ricche decorazioni alla veneziana alla moda dell’epoca, gli unici pavimenti originali sono quello dell’atrio e della loggia che sono in pietra di ardesia di Promontorio perfettamente conservati. A ponente e a levante del corpo di fabbrica principale si aprono tutt’oggi due giardini pensili che in origine avevano un disegno seicentesco ricordato da quei pochissimi resti quali le fontane ricavate nel muro di contenimento della collina retrostante e le volute dei muri di confine del giardino di levante, il resto è andato perduto a seguito dell’ultimo conflitto bellico ed a seguito della costruzione di edifici di tipo residenziale il cui accesso è stato ricavato utilizzando parte del giardino di ponente. Tutt’oggi l’antica dimora è abitata dalla famiglia di Giovanna Marchese. Durante l'ultimo conflitto bellico, come già ricordato più sopra, la villa viene danneggiata dai pesanti bombardamenti che l’hanno colpita nella parte di ponente. Carlo Marchese, da sempre legato a Cornigliano e alla sua casa, decide di provvedere al suo recupero: la ricostruzione della parte danneggiata avviene secondo i canoni del costruire contemporaneo seppur preservando il volume dell’edificio. Lo stato attuale è dovuto alla ricostruzione postbellica. Dal punto di vista agricolo e delle sue attività connesse, a cui erano vocati i terreni della villa, la porzione di terreno rimasta, semipianeggiante, è stata dapprima adibita all’attività florovivaistica e negli ultimi anni ad uso ortivo. Caratteristico era il pergolato retto su pilastri che correva lungo il viale di accesso alla villa e la vigna, posta nel terreno ancora di proprietà, che ombreggiava e separava i percorsi di servizio dalle parti produttive del vivaio prima e dell’orto successivamente. Del vecchio patrimonio verde restano alcune piante di vite ormai centenarie, i cui uvaggi un tempo venivano impiegati per la produzione del famoso, quanto oggigiorno raro, vino di Coronata. La collina retrostante era adibita prevalentemente ad orto ed oliveto salvo la parte appena retrostante la villa che ha preservato una zona boscata che faceva e tutt’ora svolge, la funzione di filtro con la parte retrostante. Tale zona filtro era caratterizzata da una piccola fascia, dal microclima assai favorevole, in cui un tempo era stata allestita una limonaia. Purtroppo del vecchio oliveto, come della limonaia, non rimane traccia. Nel contesto delle ville corniglianesi sopravvissute alla cementificazione e alla massiccia industrializzazione del tessuto urbano, Villa Marchese è forse una delle poche che ha conservato un’impronta degli antichi fasti della località climatica di un tempo.


Liberamente tratto da Wikipedia