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Il gozzo “cornigiotto”

I “cornigiotti” sono i tipici gozzi e gozzetti
della Riviera di Ponente: originari di Cornigliano Ligure, hanno la
caratteristica di avere la prua rientrante che conferisce loro la
somiglianza con gli scafi delle canoe nordamericane. Esempio
mirabile di una tecnica costruttiva molto accurata ed unica nel
Mediterraneo rappresentano l'equilibrio ideale fra leggerezza e
qualità marine: costruiti soprattutto a Voltri ebbero nella
"defunta" spiaggia di Prà, vero porto dei pescatori, la loro patria.
Per
ottenere un’ immediata spinta al galleggiamento su spiagge piane
come era Cornigliano e lo sono molte spiagge del ponente, specie in
condizioni di mare grosso, la tipica forma della prua risolveva
perfettamente il problema.
Con
l’introduzione dei motori però l’aumentata velocità faceva imbarcare
acqua sollevata dalla prua. Per questo motivo a questo tipo di gozzo
ne furono preferiti altri. Questa prua,quasi dritta, é forse la più
classica prua del gozzo ligure e del tirreno settentrionale, ne
esiste anche una versione arrotondata, più rara, e ancora oggi si
incontrano gozzi con questo tipo di prua.

Il
dritto di prua si prolunga oltre il bordo di 20/30 centimetri e
questa prolunga viene detta pernaccia, elemento più decorativo che
funzionale, anche se serve a legare, con un rapido nodo parlato, la
cima dell’ancora o la cima di ormeggio.
Il
gozzo cornigiotto può avere varie dimensioni e proporzioni,dettate
in passato dalla destinazione d’uso dell’imbarcazione. Particolarità
in uso, a dir vero sempre meno frequente, anche oggi é quella di
misurare la lunghezza dei gozzi in palmi genovesi, un palmo equivale
a circa 25 centimetri, quindi, se dovessimo sentire un anziano che
ci racconta che la sua barca misura 18 palmi sapremo che essa misura
quattro metri e cinquanta centimetri. Mediamente, un gozzo
utilizzato per la piccola pesca costiera é lungo dai 22 palmi (5,5
mt.) ai 26 palmi (6.5 mt.), i gozzi per il diporto e la pesca
dilettantistica variano dai 15 palmi ai 24 palmi.

Gozzo cornigiotto
Il gozzo cornigiotto é costruito con varie qualità
di legni, ogni essenza viene collocata per le sue caratteristiche,
nel punto dove serve una qualità, piuttosto che un’altra del legno.
La
chiglia é di rovere e i dritti di prua e di poppa sono di rovere o
di frassino.
Le
costole, cioè le ordinate, in rovere, frassino, olmo o acacia sono
ricavate da uno o più pezzi di legno a fibra curva naturale i
curvami, ad esse sono inchiodati i corsi del fasciame.
L’ossatura principale, é costituita dai madieri posti sul
fondo,sulla chiglia, che si raccordano alle costole mediante gli
staminali nel punto, detto ginocchio, in cui i fianchi dello scafo
si collegano al fondo. Osservando un gozzo dall’interno, vedremo che
dal centro barca verso prua, lo staminale si sovrappone al madiere
verso prora, la sovrapposizione avviene al contrario dal centro
barca verso poppa.
Le
tavole del fasciame sono in genere di pino ligure, senza nodi, le
cinte cioè le tavole sotto il bordo, spesso sono impregnate e
verniciate con prodotti trasparenti se sono di rovere o di mogano,
lasciate a vista senza trattamenti se sono di teak.
Il
bordo può essere di frassino,di rovere, e anche di mogano e viene
incastrato sulle teste delle costole e sulla cinta.
I
banchi, cioè i sedili, hanno un notevole bolzone ,cioè sono molto
incurvati verso l’alto, sono di teak o di mogano. Sul gozzo ligure
classico non esistono né braccioli verticali né puntelli a sostegno
dei banchi.
Per
remare, sui gozzi si usano scalmi di bronzo o di acciaio con gli
stroppi di cuoio, o in fibra , i remi sono di solito di faggio,
pesanti, con la pala lunga, detti alla genovese, con i gironi
ingrossati per appesantirli dalla parte interna dello scafo e
renderli più equilibrati.
Il
gozzo viene movimentato a terra con i pali, o parati, tavole spesse
di legno, a sezione trapezoidale, ingrassati con grasso animale
bollito e posti trasversalmente alla spiaggia per farvi scorrere
l’imbarcazione.
In
parte fonte deiva.net
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