Storia e Territorio

Cornigliano in lingua ligure Corniggen, pronuncia Curniggen o Cornigliano Ligure (denominazione ufficiale di quando era comune autonomo) è un quartiere del ponente di Genova situato tra le delegazioni di Sampierdarena e Sestri Ponente. Fa parte del Municipio VI° Medio Ponente. A livello di unità urbanistiche sono compresi in Cornigliano i quartieri di Coronata e Campi che insieme hanno una popolazione di c.a. 20.000 abitanti (al 31 dicembre 2006). Cornigliano sorge nella periferia ovest di Genova, sulla fascia costiera, a 7 chilometri dal centro. Bagnata ad est dal torrente Polcevera, che la separa da Sampierdarena, i suoi confini occidentali con Sestri Ponente si possono rilevare invece nell'aeroporto Cristoforo Colombo e nella collina degli Erzelli. Geograficamente fanno parte del territorio corniglianese anche Coronata, sulla collina a nord che domina il quartiere e a est Campi, sulle sponde del torrente Polcevera.

Antichi confini di Cornigliano

Il territorio è scosceso e, fatta eccezione per la zona pianeggiante adiacente alla costa allargata a mare dai riempimenti effettuati nel dopoguerra, Cornigliano è formata da colline e vallette. Quattro crinali principali digradano al mare da un'altezza iniziale di 100-200 metri: da ponente a levante si trovano gli Erzelli, la cui sommità, spianata artificialmente, è occupata da un deposito container oggi in dismissione per far posto ad una cittadella tecnologica (high tech); la collina di Colombara, oggetto di forte espansione residenziale (via dei Sessanta); la collina di Passo Speich, rimasta invece molto verde e Coronata. Oltre al Polcevera, Cornigliano era attraversata da altri rii di minori dimensioni, come Rio Gandolfo, Rio Roncallo e Rio San Pietro, oggi quasi totalmente interrati

Cornigliano è stata luogo di passaggio del cosiddetto “Grand Tour” ed è stata ammirata da molti visitatori.

La sua storia è molto antica. Secondo lo storico cinquecentesco Giustiniani - che nel XVI Secolo redasse gli annali della città - il nome della località potrebbe derivare dalla Gens Cornelia, la famiglia romana dei Cornelii, che avrebbe posseduto terreni nella zona pianeggiante tra il torrente Polcevera e Sestri, nel luogo chiamato “ager Cornelianum” che significa campo dei Cornelii.

Ma secondo altri storici l'origine del toponimo è ancora più antica ed è da attribuire ad una antica tribù ligure, quella dei Veturii che nell'età del ferro dominava il territorio compreso tra il torrente Polcevera ed Arenzano. Il nome deriverebbe da Corito di Giano, derivando dall'antico ligure Cor (Corito) - ni (di) - gien (Giano).

Altre e più recenti fonti riferiscono della Cornigliano intorno all'anno 1000: il paese era sparso lungo il declivio collinare, vigilato da una fortificazione posta in alto che aveva soprattutto il compito di difendere l'accesso al ponte sul Polcevera ed era composto da tre terzieri controllati dai nobili Carmandino.

Abbazia Cistercense di S.Andrea (sec. XI)

Antecedente a quel periodo è tuttavia la costruzione originaria della badia di S.Andrea, edificata su uno scoglio (non più esistente) che prese il suo nome, posto ai piedi della collina degli Erzelli. Per ampliare la costruzione, nel XII secolo la badia fu ricostruita in una zona collinare, così come è visibile adesso.

Nella località, che anticamente e fino a non molti decenni fa era una splendida località rivierasca e che Francesco Petrarca cantò come splendido luogo di villeggiatura fuori le mura di Genova, sempre secondo Giustiniani, vennero costruite nei secoli successivi almeno trenta ville principesche, sorte in seguito al progressivo decentramento residenziale del nucleo cittadino genovese.

Tra i primi insediamenti nobiliari si trovano quelle delle famiglie genovesi dei Doria, Centurione, Imperiale, Cattaneo della Volta e Piuma a Campi; Spinola, Gentile, Pallavicino, De Mari, Grillo e Malocello a Cornigliano. Si trattava di case chiaramente non alla portata di tutti ma comunque non molto ampie e lussuose, diversamente da quelle costruite dai più celebrati architetti a partire dal 1400, dopo cui vennero costruiti i vari palazzi Spinola, il Narisano (sede Centro Civico) e il Gentile (sede civica biblioteca), tuttora esistenti.

Villa Bickley-Gentile Villa Spinola-Narisano

Questo tipo di edilizia continuò fino a raggiungere la sua massima espressione nel XVIII secolo, epoca in cui la via principale era un ininterrotto susseguirsi di ville in cui soggiornarono anche personaggi come la regina Maria d’Austria, il Foscolo e Mazzini.

Verso il 1750, infatti, venivano eretti i due palazzi Serra e i marchesi Durazzo davano inizio alla costruzione della grandiosa villa Durazzo Bombrini, in seguito eletta a residenza estiva del principe di Savoia.

Nel XIX secolo il paese prese la denominazione di Cornigliano Ligure e con il catasto napoleonico del 1808 l'utilizzo del terreno corniglianese fu documentato accuratamente. Sempre dai dati napoleonici, la popolazione residente risulta essere di 2652 abitanti nel 1806 e 2296 nel 1812. Ciò che però risalta da questi e da altri dati ancor più antichi, è la povertà: a fronte di quasi 500 famiglie, le abitazioni sono poco più di 200 (e molte sono grandi ville nobiliari unifamiliari), a conferma che le coltivazioni e le poche piccole fabbriche esistenti di abbigliamento femminile, biacca, sapone, calce e pelli non erano molto redditizie.


Il castello Raggio

Così nella seconda metà del secolo il paese si trasforma principalmente in un piccolo borgo di pescatori che inizia ad avere notevoli ambizioni turistiche balneari, rilanciate quando, alla fine del secolo, l'imprenditore e politico Edilio Raggio (ritenuto da alcuni, in un certo momento storico, l'uomo più ricco d'Italia), fece costruire sullo scoglio di Sant'Andrea, a fare da sfondo alla spiaggia piena di stabilimenti balneari, uno splendido] castello in stile liberty,sul modello del triestino "Miramar", assai ammirato e, dopo la sua morte, ambito da nobili e ricchi d'ogni dove

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Piazza Battelli (La spiaggia e la vecchia stazione FS)

All'epoca l'allora Comune di Cornigliano era composto da quattro piccoli agglomerati (il Borgo, ai piedi del ponte sul Polcevera (attuale via Muratori), formatosi attorno alla piazza crocevia delle strade per la Marina, Sampierdarena, la Val Polcevera, ed il ponente; la Marina, posta a ridosso della spiaggia; Campi, lungo la strada che risaliva il Polcevera; la Colombara, formata dalle abitazioni arroccate sulla scogliera e sulla retrostante collina poste a ponente. Tutt'attorno, in particolare lungo l'originario tracciato della Via Aurelia (Antica Romana), l'allora strada principale (attuali vie Tonale e Cervetto), vi erano ville e campi coltivati. Nel 1861 si rilevano 3615 abitanti, nel 1881 invece 4765.

Lo scenario muta completamente a partire dall'ultimo decennio del secolo, in cui il fenomeno di urbanismo che si andava sviluppando a Genova travolge anche Cornigliano, potenzialmente un sito molto produttivo perché vicino al porto ed agli stabilimenti industriali di Sampierdarena, che proprio in quegli anni si estesero anche alla riva destra del torrente Polcevera. L'armatura di questa trasformazione è costituita dalla nascita dell'Ansaldo, prima grande industria del posto.

Tra il 1881 e il 1901 la popolazione risulta quasi raddoppiata (+91,8%), ed un incremento anche maggiore si ha nei primi vent'anni del secolo, in cui Cornigliano passa dai 9139 abitanti del 1901 ai 19163 del 1921. Sulla spinta di questi avvenimenti si inizia a parlare già a inizio secolo dell'annessione di Cornigliano alla Grande Genova, una città metropolitana mista di zone residenziali, industriali e terziarie.

Ma nel 1919 il sindaco di Sestri Ponente Carlo Canepa propone invece un progetto di città industriale altrettanto ambizioso che ha il suo fulcro in Sestri e Cornigliano, basato su una solida rete infrastrutturale, con il raddoppio a monte della ferrovia (e la linea a mare ad uso esclusivo del porto), la realizzazione di un nuovo asse stradale a monte dell'abitato, con la duplice funzione di collegamento veloce e di supporto della nuova edificazione collinare e un sistema di rete tranviaria con diramazioni verso il Polcevera e duplice collegamento con il centro. Completa il progetto la costruzione di una vasta area residenziale composta da case con giardino e ampie strade su modello del quartiere signorile della Foce, che si va a collocare nella valle e sulle colline, da spianare in parte, che dividono Sestri e Cornigliano.

Questo schema utopistico venne però accantonato quando, nel 1926, i comuni di Cornigliano Ligure e Sestri Ponente, fino ad allora autonomi, furono soppressi e il loro territorio entrò a far parte della Grande Genova.

Purtroppo, in quei anni, quella che era una amena località in riva al mare si è trasformata in uno dei primi quartieri industriali edificati in Italia (già nel censimento del 1911 il 20% della popolazione residente risulta occupata nell'industria). Sono sorti negli anni capannoni ed opifici destinati a durare diversi decenni e a diventare, insieme al porto, la più grande forza produttiva genovese.

Nel 1938 viene progettato da Agostino Rocca e Oscar Sinigaglia un grande impianto siderurgico a ciclo integrale. Terminato nel 1942 non entrerà mai in funzione perché dopo l’armistizio verrà smontato dalle truppe tedesche presenti in città e trasferito in Germania.

Nel dopoguerra l'impianto viene nuovamente ricostruito (è in questa fase che viene demolito (ahinoi) il castello Raggio per ricavare spazi per le acciaierie verso ponente e per l’aeroporto Cristoforo Colombo davanti a Sestri Ponente che nel 1953 entra in funzione.

La demolizione del castello Raggio iniziò tramite delle cariche esplosive il 14 aprile 1951 e Cornigliano divenne così un sobborgo industriale destinato ad ospitare la nuova industria siderurgica pesante, proprio da Raggio impiantata per primo nella località. L'impianto entrò in funzione nel 1953 e registrò un ulteriore ampliamento alla fine degli anni 50, che lo portò ancora più a ridosso delle case. Cornigliano veniva così sacrificata in nome dell’occupazione e di quello che viene chiamato “progresso”.

La fabbrica e il quartiere una convivenza difficile



Sotto l'impulso dell'industria, che fornirà per anni migliaia di posti di lavoro, la popolazione, già in aumento, registra un secondo boom demografico, al termine del quale Cornigliano arriva a sfiorare i 30000 abitanti (28999 al censimento del 1961). Grande apporto all'incremento della classe operaia residente è stato dato dall'immigrazione, in particolare da Basilicata, Calabria, Toscana, Emilia Romagna e Umbria di persone in cerca di occupazione.

Gli ultimi decenni: il degrado e la flessione demografica

Dal dopoguerra in poi Cornigliano, dopo aver perso lo sbocco al mare e la vivibilità di un'area climatica di affermate tradizioni turistiche (per far luogo alla costruzione degli stabilimenti industriali venne effettuato un riempimento a mare di oltre mezzo chilometro per tutta la lunghezza del quartiere), con la crisi siderurgica perderà successivamente anche il suo peso industriale, portando alla disoccupazione migliaia di operai.

Molte delle ville nobiliari di cui la delegazione era ricca furono demolite e la situazione sociale è andata via via degradandosi. Molti sono i corniglianesi che si trasferiscono altrove. I vecchi pescatori di piazza Battelli si trasferirono a Multedo, in una casa di ringhiera, trasferendo nella spiaggia prospicente i propri “gozzi”.

Inoltre con il censimento del 1971 vengono ridefiniti i confini territoriali dell'ex-circoscrizione di Cornigliano, che cede così aree occidentali e settentrionali rispettivamente a Sestri Ponente e Rivarolo e vede ridotta la sua zona territoriale storica. Questi due fattori spiegano la flessione demografica che Cornigliano registra in tale censimento (gli abitanti scendono a 21862) e, con costanza, nei successivi: gli abitanti scendono a 19452 nel 1981 ed a 16668 nel 1991, con flessioni rispettivamente dell'11 e del 14,3%. Tale calo di popolazione andava in netta controtendenza alla demografia cittadina e in particolare dei quartieri del ponente, in piena ascesa negli anni settanta e vittime di uno spopolamento molto meno vistoso negli ultimi decenni.

Il processo di spopolamento è proseguito anche nel corso degli anni '90, principalmente a causa della bassa natalità italiana e di Genova in particolare, ma aggravato da un movimento migratorio che, sebbene mitigato rispetto agli anni precedenti dai massicci arrivi di stranieri extra-comunitari, risulta comunque in passivo.

La delegazione si è trovata a fare i conti con l'ingombrante eredità di ciminiere e capannoni, molti ormai in disuso e con i gravi disagi portati dalla convivenza con gli impianti altamente inquinanti: secondo l'organizzazione ambientalista Legambiente, nel 1999 via Cornigliano (la via principale che attraversa la delegazione), era la strada con il più elevato inquinamento acustico d'Italia, con picchi di 80 decibel. Nel quartiere, sempre secondo i dati in possesso a Legambiente, il tasso di insorgenza di tumori era quattro volte superiore che nel resto della città ed erano presenti elevati tassi di inquinamento atmosferico.

 

Il presente: la difficile riqualificazione

Terminata l'era delle grandi industrie a partecipazione statale e, con il passaggio ad una fase post-industriale nella quale andranno privilegiati i servizi, Cornigliano, superati i difficili giorni della crisi operaia deve oggi cercare una propria fisionomia ed un nuovo equilibrio socio-urbanistico.

Nel 2005 la chiusura dell'altoforno, preceduta da quella della cokeria, ha portato ad un miglioramento delle condizioni ambientali. Sempre nello stesso anno è stato poi firmato l'accordo definitivo con l'impresa ILVA (Gruppo Riva)), che ha riconsegnato oltre 300.000 m2 alla disponibilità pubblica. Rimangono all'impresa 1.094.000 m2, di cui 44.000 di proprietà e 1.050.000 in diritto di superficie.

Finalmente nel 2006 sono iniziate le demolizioni delle strutture presenti nelle aree da restituire alla città. Il 21 aprile 2007 ha avuto ampio risalto sui media locali l'abbattimento di uno dei due gasometri con l'uso di alcune cariche di esplosivo. L'abbattimento dell'altro gasometro (di dimensioni maggiori: era alto 98 metri) è invece stato effettuato smantellandolo pezzo per pezzo l'anno successivo.

Dell'area così restituita si occupa oggi la Società per Cornigliano SpA, società pubblica incaricata di procedere alla bonifica e alla riqualificazione urbana del comprensorio. Un concorso di idee bandito dal Comune di Genova per la predisposizione di un progetto urbanistico vero e proprio è tuttora in corso.

144000 m² di questa superficie saranno destinati al porto, mentre i restanti verranno utilizzati per la realizzazione della nuova stazione ferroviaria e di un nuovo polo produttivo non inquinante e per l'ampliamento dal parco di villa Durazzo Bombrini. Nell'area verrà realizzata anche una nuova strada di scorrimento, che nei progetti dovrebbe collegare il nuovo quartiere della "Fiumara" di Sampierdarena, tramite un nuovo ponte sul torrente Polcevera (raccordandone le due strade di sponda), con l'inizio di Sestri Ponente e l'aeroporto, in modo da alleggerire la centrale via Cornigliano dal traffico.

Il progetto è stato preceduto da sporadici interventi per valorizzare il territorio, a partire dalla fine degli anni '80, come la ristrutturazione delle ville Spinola-Narisano e Gentile-Bickley e la realizzazione del parco urbano "Valletta Rio San Pietro", grande area verde immediatamente alle spalle dell'abitato.

Sono in corso anche i lavori per rinnovare l'area industriale che rimarrà a disposizione del Gruppo Riva che, secondo quanto annunciato, ospiterà, tra le altre cose, una linea di zincatura. L'impianto, una volta ultimata la riconversione, verrà ad essere il "polo siderurgico del freddo" più grande d'Europa; una volta a regime, la capacità produttiva dello stabilimento sarà raddoppiata.

Un'altra importante proposta per il futuro di Cornigliano deriva da insediamenti quali l'ITT e il Villaggio tecnologico degli Erzelli, con cui la collina attualmente utilizzata principalmente come deposito container, in corso di dismissione totale, diventerà un importante centro di ricerca e di insediamento di centro direzionale industria hi-tech, che prevede di ospitare anche la facoltà di ingegneria (progetto Politecnico).

Il 16 Dicembre 2009 sono partiti i lavori per la demolizione degli elettrofiltri, l'ultima porzione di stabilimento ex-Italsider (ILVA), per far posto al progetto di strada a mare a Cornigliano, che servirà a declassare e a ristrutturare in modo più confacente la centrale via Cornigliano ad uso solo locale, restituendo vivibilità al quartiere.

Inizio demolizione elettrofiltri

Attendiamo oggi una via Cornigliano come Las Ramblas di Barcellona; marciapiedi larghi, alberi e panchine per un passeggio in sicurezza lontani dal traffico, dai rumori e dall’inquinamento patiti per oltre mezzo secolo.

Ville di Cornigliano

A testimonianza del suo antico splendore Cornigliano possiede tutt'ora numerose (circa 50, incluse quelle di Coronata e Campi) ville appartenute a nobili che soggiornavano nel borgo.

Tra le più importanti si ricordano:

  • Villa Cattaneo delle Piane (detta dell'Olmo), a Campi

  • Villa Durazzo Bombrini, ritenuta tra i più bei palazzi genovesi e recentemente acquistata dalla Regione Liguria, sede di concerti e mostre.

  • Villa Domenico Serra, un tempo municipio del Comune autonomo di Cornigliano Ligure e adesso sede di uffici della polizia municipale; quasi fatiscente di prossima ristrutturazione

  • Villa Canepa, attualmente sede di alcune associazioni e della Filarmonica di Cornigliano

  • Villa Gentile-Bickley restaurata di recente ed ora sede della biblioteca civica

  • Villa Carbone, oggetto di ristrutturazione per la realizzazione di appartamenti

  • Villa Spinola Narisano, sede dell'attuale centro civico e di uffici amministrativi

  • Villa Doria-Dufour, inglobata nel Parco Urbano Valletta Rio San Pietro, oggi ridotta a rudere

  • Villa Marchese, privata

  • Villa Giacomo Serra, sede di appartamenti privati

  • Il complesso di Villa Spinola Dufour, già residenza dell'architetto Maurizio Dufour, ora in parte sede dell'oratorio parrocchiale di S. Giacomo e in parte abitazione privata

  • Villa Dufour, sulle alture, oggi scuola elementare C.Sbarbaro

  • Villa Raggio degli Erzelli, dimora signorile che ha inglobato l'Abbazia cistercense di S.Andrea (11 secolo).

Strade

Cornigliano è attraversata dalla Strada Statale 1 Via Aurelia, che assume nel tratto corniglianese le denominazioni di via A. Siffredi, via Cornigliano e via G. Ansaldo nel tratto a scorrimento veloce cittadino mentre l'antico tracciato della Via Antica Romana è ancora ben definito nel tratto: Via Tonale, Via dei Domenicani, Via Cervetto e Via Muratori dove si affacciano numerose Ville storiche monumentali.

In particolare, via Cornigliano è la principale arteria del quartiere. Lunga circa 800 metri, congiunge piazza Savio, in cui è situata la stazione di Cornigliano, con piazza Massena, attraverso due file quasi ininterrotte di palazzi, in maggioranza signorili, anche se un po' svalutati, costruiti per lo più ad inizio Novecento.

Affacciate su piazze e giardini adiacenti alla via sono anche la questura e villa Domenico Serra.

Organizzata con due corsie per senso di marcia più una riservata ai mezzi pubblici in direzione Genova, è una strada molto trafficata poiché, essendo oggi l'unica arteria di collegamento fra Sampierdarena e Sestri, è attraversata sia dal traffico locale sia da quello di attraversamento.

La strada è attraversata in entrambi i sensi dai bus AMT tramite le linee 1, 2, 3, N2 (che collegano Cornigliano con il centro città e il ponente) e 160 (di collegamento interno al quartiere, che congiunge la zona di via Dei Sessanta con Campi).

A monte dell'abitato, per un ampio tratto in galleria, passa l'Autostrada A10, Genova-Ventimiglia (confine francese). Per raggiungerla occorre utilizzare l'uscita Genova Aeroporto che è situata proprio al confine con Sestri Ponente tramite una rampa (via E. Melen) che si diparte direttamente da via Cornigliano. Nel 2012, terminata la nuova viabilità a mare, l’autostrada sarà direttamente raggiungibile da essa.

Cornigliano è anche collegata direttamente con l'Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova attraverso via Pionieri e Aviatori d'Italia.

Cornigliano è attraversata dalla linea ferroviaria Genova-Savona-Ventimiglia ed è servita da una stazione che, ristrutturata nel 2007, ospita oggi l’Associazione Sole Luna che gestisce un ristoro per persone bisognose. I piani per il rifacimento del nodo ferroviario di Genova prevedono la chiusura dell'attuale stazione (con il riutilizzo dell'edificio per altre destinazioni) e la creazione di una nuova stazione a levante, più vicina al centro del quartiere (tra Via d’Acri e P.zza Metastasio)

Di fronte alla stazione è posizionata una fermata del Volabus, l'autobus destinato da AMT al collegamento veloce tra la stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe e l'aeroporto Cristoforo Colombo.

Personaggi legati a Cornigliano

Sport


Lo storico Stadio del Littorio poi Bacigalupo

Un tempo a Cornigliano era presente il secondo stadio cittadino, lo Stadio del Littorio, costruito nel 1927, che fu il terreno di gioco delle società sportive Ginnastica Sampierdarenese, La Dominante, Liguria e Corniglianese. Concepito esclusivamente per il gioco del calcio, era un ottimo impianto all'inglese, con una grande tribuna, tetto in legno, vetrate e gradinate con una capienza massima di 15.000 spettatori e pista per atletica. Nei mesi estivi vi si tenevano spettacoli operistici, cinema e incontri di pugilato.

Demolito nel dopoguerra, al suo posto è stata edificata una rimessa per gli autobus (di cui oggi è prevista peraltro a sua volta a demolizione).

La storica squadra di calcio locale è la "A.S.D. Corniglianese 1919" che milita nel campionato di Eccellenza. Vanta un glorioso passato, partecipò a diversi campionati professionistici (II divisione,serie B dell'epoca nel 1926), oltre ad alcuni campionati di serie C (ultima apparizione nella stagione 1947-48). Fu protagonista di alcune fusioni tra più società, antenate dell'attuale U.C. Sampdoria. La prima fusione nel 1927 con Andrea Doria, Sampierdarenese e Corniglianese diede vita all'effimera "La Dominante" che si rivelò un fallimento. La seconda fusione fu nel 1930 con Sampierdarenese, Rivarolese e Corniglianese e diede vita al "Liguria" che retrocesse in I divisione già nel 1931.



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