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Cornigliano in lingua
ligure Corniggen, pronuncia Curniggen o Cornigliano Ligure
(denominazione ufficiale di quando era comune autonomo) è un
quartiere del ponente di Genova situato tra le delegazioni di
Sampierdarena e Sestri Ponente. Fa parte del Municipio VI° Medio
Ponente. A livello di unità urbanistiche sono compresi in
Cornigliano i quartieri di Coronata e Campi che insieme hanno
una popolazione di c.a. 20.000 abitanti (al 31 dicembre 2006).
Cornigliano sorge nella periferia ovest di Genova, sulla fascia
costiera, a 7 chilometri dal centro. Bagnata ad est dal torrente
Polcevera, che la separa da Sampierdarena, i suoi confini
occidentali con Sestri Ponente si possono rilevare invece
nell'aeroporto Cristoforo Colombo e nella collina degli Erzelli.
Geograficamente fanno parte del territorio corniglianese anche
Coronata, sulla collina a nord che domina il quartiere e a est
Campi, sulle sponde del torrente Polcevera.
Antichi confini di
Cornigliano
Il territorio è scosceso e,
fatta eccezione per la zona pianeggiante adiacente alla costa
allargata a mare dai riempimenti effettuati nel dopoguerra,
Cornigliano è formata da colline e vallette. Quattro crinali
principali digradano al mare da un'altezza iniziale di 100-200
metri: da ponente a levante si trovano gli Erzelli, la cui
sommità, spianata artificialmente, è occupata da un deposito
container oggi in dismissione per far posto ad una cittadella
tecnologica (high tech); la collina di Colombara, oggetto di
forte espansione residenziale (via dei Sessanta); la collina di
Passo Speich, rimasta invece molto verde e Coronata. Oltre al
Polcevera, Cornigliano era attraversata da altri rii di minori
dimensioni, come Rio Gandolfo, Rio Roncallo e Rio San Pietro,
oggi quasi totalmente interrati
Cornigliano è stata luogo di passaggio del
cosiddetto “Grand Tour” ed è stata ammirata da molti
visitatori.
La sua storia è molto antica.
Secondo lo storico cinquecentesco Giustiniani - che nel XVI
Secolo redasse gli annali della città - il nome della località
potrebbe derivare dalla Gens Cornelia, la famiglia romana dei
Cornelii, che avrebbe posseduto terreni nella zona pianeggiante
tra il torrente Polcevera e Sestri, nel luogo chiamato “ager
Cornelianum” che significa campo dei Cornelii.
Ma secondo altri storici
l'origine del toponimo è ancora più antica ed è da attribuire ad
una antica tribù ligure, quella dei Veturii che nell'età del
ferro dominava il territorio compreso tra il torrente Polcevera
ed Arenzano. Il nome deriverebbe da Corito di Giano, derivando
dall'antico ligure Cor (Corito) - ni (di) - gien (Giano).
Altre e più recenti fonti
riferiscono della Cornigliano intorno all'anno 1000: il paese
era sparso lungo il declivio collinare, vigilato da una
fortificazione posta in alto che aveva soprattutto il compito di
difendere l'accesso al ponte sul Polcevera ed era composto da
tre terzieri controllati dai nobili Carmandino.

Abbazia Cistercense di
S.Andrea (sec. XI)
Antecedente a quel periodo è
tuttavia la costruzione originaria della badia di S.Andrea,
edificata su uno scoglio (non più esistente) che prese il suo
nome, posto ai piedi della collina degli Erzelli. Per ampliare
la costruzione, nel XII secolo la badia fu ricostruita in una
zona collinare, così come è visibile adesso.
Nella località, che
anticamente e fino a non molti decenni fa era una splendida
località rivierasca e che Francesco Petrarca cantò come
splendido luogo di villeggiatura fuori le mura di Genova, sempre
secondo Giustiniani, vennero costruite nei secoli successivi
almeno trenta ville principesche, sorte in seguito al
progressivo decentramento residenziale del nucleo cittadino
genovese.
Tra i primi insediamenti
nobiliari si trovano quelle delle famiglie genovesi dei Doria,
Centurione, Imperiale, Cattaneo della Volta e Piuma a Campi;
Spinola, Gentile, Pallavicino, De Mari, Grillo e Malocello a
Cornigliano. Si trattava di case chiaramente non alla portata di
tutti ma comunque non molto ampie e lussuose, diversamente da
quelle costruite dai più celebrati architetti a partire dal
1400, dopo cui vennero costruiti i vari palazzi Spinola, il
Narisano (sede Centro Civico) e il Gentile (sede civica
biblioteca), tuttora esistenti.

Villa Bickley-Gentile Villa
Spinola-Narisano
Questo tipo di edilizia
continuò fino a raggiungere la sua massima espressione nel XVIII
secolo, epoca in cui la via principale era un ininterrotto
susseguirsi di ville in cui soggiornarono anche personaggi come
la regina Maria d’Austria, il Foscolo e Mazzini.
Verso il 1750, infatti,
venivano eretti i due palazzi Serra e i marchesi Durazzo davano
inizio alla costruzione della grandiosa villa Durazzo Bombrini,
in seguito eletta a residenza estiva del principe di Savoia.
Nel XIX secolo il paese prese
la denominazione di Cornigliano Ligure e con il catasto
napoleonico del 1808 l'utilizzo del terreno corniglianese fu
documentato accuratamente. Sempre dai dati napoleonici, la
popolazione residente risulta essere di 2652 abitanti nel 1806 e
2296 nel 1812. Ciò che però risalta da questi e da altri dati
ancor più antichi, è la povertà: a fronte di quasi 500 famiglie,
le abitazioni sono poco più di 200 (e molte sono grandi ville
nobiliari unifamiliari), a conferma che le coltivazioni e le
poche piccole fabbriche esistenti di abbigliamento femminile,
biacca, sapone, calce e pelli non erano molto redditizie.
Il
castello Raggio
Così nella seconda metà del secolo il paese si
trasforma principalmente in un piccolo borgo di pescatori che
inizia ad avere notevoli ambizioni turistiche balneari,
rilanciate quando, alla fine del secolo, l'imprenditore e
politico Edilio Raggio (ritenuto
da alcuni, in un certo momento storico, l'uomo più ricco
d'Italia), fece
costruire sullo scoglio di Sant'Andrea, a fare da sfondo alla
spiaggia piena di stabilimenti balneari, uno
splendido]
castello in stile liberty,sul modello del triestino "Miramar",
assai ammirato e, dopo
la sua morte, ambito da nobili e ricchi d'ogni dove
.

Piazza Battelli (La spiaggia e
la vecchia stazione FS)
All'epoca l'allora Comune di
Cornigliano era composto da quattro piccoli agglomerati (il
Borgo, ai piedi del ponte sul Polcevera (attuale via Muratori),
formatosi attorno alla piazza crocevia delle strade per la
Marina, Sampierdarena, la
Val Polcevera,
ed il ponente; la Marina, posta a ridosso della spiaggia; Campi,
lungo la strada che risaliva il Polcevera; la Colombara, formata
dalle abitazioni arroccate sulla scogliera e sulla retrostante
collina poste a ponente. Tutt'attorno, in particolare lungo
l'originario tracciato della Via Aurelia (Antica Romana),
l'allora strada principale (attuali vie Tonale e Cervetto), vi
erano ville e campi coltivati. Nel 1861 si rilevano 3615
abitanti, nel 1881 invece 4765.
Lo scenario muta completamente
a partire dall'ultimo decennio del secolo, in cui il fenomeno di
urbanismo che si andava sviluppando a Genova travolge anche
Cornigliano, potenzialmente un sito molto produttivo perché
vicino al porto ed agli stabilimenti industriali di
Sampierdarena, che proprio in quegli anni si estesero anche alla
riva destra del torrente Polcevera. L'armatura di questa
trasformazione è costituita dalla nascita dell'Ansaldo, prima
grande industria del posto.
Tra il 1881 e il 1901 la
popolazione risulta quasi raddoppiata (+91,8%), ed un incremento
anche maggiore si ha nei primi vent'anni del secolo, in cui
Cornigliano passa dai 9139 abitanti del 1901 ai 19163 del 1921.
Sulla spinta di questi avvenimenti si inizia a parlare già a
inizio secolo dell'annessione di Cornigliano alla Grande Genova,
una città metropolitana mista di zone residenziali, industriali
e terziarie.
Ma nel 1919 il sindaco di
Sestri Ponente Carlo Canepa propone invece un progetto di città
industriale altrettanto ambizioso che ha il suo fulcro in Sestri
e Cornigliano, basato su una solida rete infrastrutturale, con
il raddoppio a monte della ferrovia (e la linea a mare ad uso
esclusivo del porto), la realizzazione di un nuovo asse stradale
a monte dell'abitato, con la duplice funzione di collegamento
veloce e di supporto della nuova edificazione collinare e un
sistema di rete tranviaria con diramazioni verso il Polcevera e
duplice collegamento con il centro. Completa il progetto la
costruzione di una vasta area residenziale composta da case con
giardino e ampie strade su modello del quartiere signorile della
Foce, che si va a collocare nella valle e sulle colline, da
spianare in parte, che dividono Sestri e Cornigliano.
Questo schema utopistico venne
però accantonato quando, nel 1926, i comuni di Cornigliano
Ligure e Sestri Ponente, fino ad allora autonomi, furono
soppressi e il loro territorio entrò a far parte della Grande
Genova.
Purtroppo, in quei anni,
quella che era una amena località in riva al mare si è
trasformata in uno dei primi quartieri industriali edificati in
Italia (già nel censimento del 1911 il 20% della popolazione
residente risulta occupata nell'industria). Sono sorti negli
anni capannoni ed opifici destinati a durare diversi decenni e a
diventare, insieme al porto, la più grande forza produttiva
genovese.
Nel 1938 viene progettato da
Agostino Rocca e Oscar Sinigaglia un grande impianto siderurgico
a ciclo integrale. Terminato nel 1942 non entrerà mai in
funzione perché dopo l’armistizio verrà smontato dalle truppe
tedesche presenti in città e trasferito in Germania.
Nel dopoguerra l'impianto
viene nuovamente ricostruito (è in questa fase che viene
demolito (ahinoi) il castello Raggio per ricavare spazi per le
acciaierie verso ponente e per l’aeroporto Cristoforo Colombo
davanti a Sestri Ponente che nel 1953 entra in funzione.
La demolizione del castello
Raggio iniziò tramite delle cariche esplosive il 14 aprile 1951
e Cornigliano divenne così un sobborgo industriale destinato ad
ospitare la nuova industria siderurgica pesante, proprio da
Raggio impiantata per primo nella località. L'impianto entrò in
funzione nel 1953 e registrò un ulteriore ampliamento alla fine
degli anni 50, che lo portò ancora più a ridosso delle case.
Cornigliano veniva così sacrificata in nome dell’occupazione e
di quello che viene chiamato “progresso”.
La fabbrica e il quartiere una
convivenza difficile
Sotto l'impulso
dell'industria, che fornirà per anni migliaia di posti di
lavoro, la popolazione, già in aumento, registra un secondo boom
demografico, al termine del quale Cornigliano arriva a sfiorare
i 30000 abitanti (28999 al censimento del 1961). Grande apporto
all'incremento della classe operaia residente è stato dato
dall'immigrazione,
in particolare da
Basilicata, Calabria, Toscana, Emilia Romagna e Umbria di
persone in cerca di occupazione.
Gli ultimi decenni: il degrado
e la flessione demografica
Dal dopoguerra in poi
Cornigliano, dopo aver perso lo sbocco al mare e la vivibilità
di un'area climatica di affermate tradizioni turistiche (per far
luogo alla costruzione degli stabilimenti industriali venne
effettuato un riempimento a mare di oltre mezzo chilometro per
tutta la lunghezza del quartiere), con la crisi siderurgica
perderà successivamente anche il suo peso industriale, portando
alla disoccupazione migliaia di operai.
Molte delle ville
nobiliari di cui la delegazione era ricca furono demolite e la
situazione sociale è andata via via degradandosi. Molti sono i
corniglianesi che si trasferiscono altrove. I vecchi pescatori
di piazza Battelli si trasferirono a Multedo, in una casa di
ringhiera, trasferendo nella spiaggia prospicente i propri
“gozzi”.
Inoltre con il censimento del 1971 vengono ridefiniti i confini
territoriali dell'ex-circoscrizione di Cornigliano, che cede
così aree occidentali e settentrionali rispettivamente a Sestri
Ponente e Rivarolo e vede ridotta la sua zona territoriale
storica. Questi due fattori spiegano la flessione demografica
che Cornigliano registra in tale censimento (gli abitanti
scendono a 21862) e, con costanza, nei successivi: gli abitanti
scendono a 19452 nel 1981 ed a 16668 nel 1991, con flessioni
rispettivamente dell'11 e del 14,3%. Tale calo di popolazione
andava in netta controtendenza alla demografia cittadina e in
particolare dei quartieri del ponente, in piena ascesa negli
anni settanta e vittime di uno spopolamento molto meno vistoso
negli ultimi decenni.
Il processo di spopolamento
è proseguito anche nel corso degli anni '90, principalmente a
causa della bassa natalità italiana e di Genova in particolare,
ma aggravato da un movimento migratorio che, sebbene mitigato
rispetto agli anni precedenti dai massicci arrivi di stranieri
extra-comunitari, risulta comunque in passivo.
La delegazione si è
trovata a fare i conti con l'ingombrante eredità di ciminiere e
capannoni, molti ormai in disuso e con i gravi disagi portati
dalla convivenza con gli impianti altamente inquinanti: secondo
l'organizzazione ambientalista Legambiente, nel 1999 via
Cornigliano (la via principale che attraversa la delegazione),
era la strada con il più elevato inquinamento acustico d'Italia,
con picchi di 80 decibel. Nel quartiere, sempre secondo i dati
in possesso a Legambiente, il tasso di insorgenza di tumori era
quattro volte superiore che nel resto della città ed erano
presenti elevati tassi di inquinamento atmosferico.
Il presente: la
difficile riqualificazione
Terminata l'era delle grandi industrie a partecipazione statale
e, con il passaggio ad una fase post-industriale nella quale
andranno privilegiati i servizi, Cornigliano, superati i
difficili giorni della crisi operaia deve oggi cercare
una propria fisionomia ed un
nuovo equilibrio socio-urbanistico.
Nel
2005 la chiusura dell'altoforno, preceduta da quella della
cokeria, ha portato ad un miglioramento delle condizioni
ambientali. Sempre nello stesso anno è stato poi firmato
l'accordo definitivo con l'impresa ILVA (Gruppo Riva)), che ha
riconsegnato oltre 300.000 m2
alla disponibilità pubblica. Rimangono all'impresa 1.094.000 m2,
di cui 44.000 di proprietà e 1.050.000 in diritto di superficie.
Finalmente nel 2006 sono
iniziate le demolizioni delle strutture presenti nelle aree da
restituire alla città. Il 21 aprile 2007 ha avuto ampio risalto
sui media locali l'abbattimento di uno dei due gasometri con
l'uso di alcune cariche di esplosivo. L'abbattimento dell'altro
gasometro (di dimensioni maggiori: era alto 98 metri) è invece
stato effettuato smantellandolo pezzo per pezzo l'anno
successivo.

Dell'area così
restituita si occupa oggi la Società per Cornigliano SpA,
società pubblica incaricata di procedere alla bonifica e alla
riqualificazione urbana del comprensorio. Un concorso di idee
bandito dal Comune di Genova per la predisposizione di un
progetto urbanistico vero e proprio è tuttora in corso.
144000 m² di questa
superficie saranno destinati al porto, mentre i restanti
verranno utilizzati per la realizzazione della nuova stazione
ferroviaria e di un nuovo polo produttivo non inquinante e per
l'ampliamento dal parco di villa Durazzo Bombrini. Nell'area
verrà realizzata anche una nuova strada di scorrimento, che nei
progetti dovrebbe collegare il nuovo quartiere della "Fiumara"
di Sampierdarena, tramite un nuovo ponte sul torrente Polcevera
(raccordandone le due strade di sponda), con l'inizio di Sestri
Ponente e l'aeroporto, in modo da alleggerire la centrale via
Cornigliano dal traffico.
Il progetto è stato
preceduto da sporadici interventi per valorizzare il territorio,
a partire dalla fine degli anni '80, come la ristrutturazione
delle ville Spinola-Narisano e Gentile-Bickley e la
realizzazione del parco urbano "Valletta Rio San Pietro", grande
area verde immediatamente alle spalle dell'abitato.
Sono in corso anche i
lavori per rinnovare l'area industriale che rimarrà a
disposizione del Gruppo Riva che, secondo quanto annunciato,
ospiterà, tra le altre cose, una linea di zincatura. L'impianto,
una volta ultimata la riconversione, verrà ad essere il "polo
siderurgico del freddo" più grande d'Europa; una volta a regime,
la capacità produttiva dello stabilimento sarà raddoppiata.
Un'altra importante
proposta per il futuro di Cornigliano deriva da insediamenti
quali l'ITT e il Villaggio tecnologico degli Erzelli, con cui la
collina attualmente utilizzata principalmente come deposito
container, in corso di dismissione totale, diventerà un
importante centro di ricerca e di insediamento di centro
direzionale industria hi-tech, che prevede di ospitare anche la
facoltà di ingegneria (progetto Politecnico).
Il 16 Dicembre 2009 sono
partiti i lavori per la demolizione degli elettrofiltri,
l'ultima porzione di stabilimento ex-Italsider (ILVA), per far
posto al progetto di strada a mare a Cornigliano, che servirà a
declassare e a ristrutturare in modo più confacente la centrale
via Cornigliano ad uso solo locale, restituendo vivibilità al
quartiere.
Inizio demolizione
elettrofiltri
Attendiamo oggi una via
Cornigliano come Las Ramblas di Barcellona; marciapiedi larghi,
alberi e panchine per un passeggio in sicurezza lontani dal
traffico, dai rumori e dall’inquinamento patiti per oltre mezzo
secolo.
Ville di Cornigliano
A testimonianza del suo
antico splendore Cornigliano possiede tutt'ora numerose (circa
50, incluse quelle di Coronata e Campi) ville appartenute a
nobili che soggiornavano nel borgo.
Tra le
più importanti si ricordano:
-
Villa Cattaneo delle
Piane (detta dell'Olmo), a Campi
-
Villa Durazzo
Bombrini, ritenuta tra i più bei palazzi genovesi e
recentemente acquistata dalla Regione Liguria, sede di
concerti e mostre.
-
Villa Domenico
Serra, un tempo municipio del Comune autonomo di Cornigliano
Ligure e adesso sede di uffici della polizia municipale;
quasi fatiscente di prossima ristrutturazione
-
Villa Canepa,
attualmente sede di alcune associazioni e della Filarmonica
di Cornigliano
-
Villa
Gentile-Bickley restaurata di recente ed ora sede della
biblioteca civica
-
Villa Carbone,
oggetto di ristrutturazione per la realizzazione di
appartamenti
-
Villa Spinola
Narisano, sede dell'attuale centro civico e di uffici
amministrativi
-
Villa Doria-Dufour,
inglobata nel Parco Urbano Valletta Rio San Pietro, oggi
ridotta a rudere
-
Villa Marchese,
privata
-
Villa Giacomo Serra,
sede di appartamenti privati
-
Il complesso di
Villa Spinola Dufour, già residenza dell'architetto Maurizio
Dufour, ora in parte sede dell'oratorio parrocchiale di S.
Giacomo e in parte abitazione privata
-
Villa Dufour, sulle
alture, oggi scuola elementare C.Sbarbaro
-
Villa Raggio degli
Erzelli, dimora signorile che ha inglobato l'Abbazia
cistercense di S.Andrea (11 secolo).
Strade
Cornigliano è
attraversata dalla Strada Statale 1 Via Aurelia, che assume nel
tratto corniglianese le denominazioni di via A. Siffredi, via
Cornigliano e via G. Ansaldo nel tratto a scorrimento veloce
cittadino mentre l'antico tracciato della Via Antica Romana è
ancora ben definito nel tratto: Via Tonale, Via dei Domenicani,
Via Cervetto e Via Muratori dove si affacciano numerose Ville
storiche monumentali.
In particolare, via
Cornigliano è la principale arteria del quartiere. Lunga circa
800 metri, congiunge piazza Savio, in cui è situata la stazione
di Cornigliano, con piazza Massena, attraverso due file quasi
ininterrotte di palazzi, in maggioranza signorili, anche se un
po' svalutati, costruiti per lo più ad inizio Novecento.
Affacciate su piazze e
giardini adiacenti alla via sono anche la questura e villa
Domenico Serra.
Organizzata con due
corsie per senso di marcia più una riservata ai mezzi pubblici
in direzione Genova, è una strada molto trafficata poiché,
essendo oggi l'unica arteria di collegamento fra Sampierdarena e
Sestri, è attraversata sia dal traffico locale sia da quello di
attraversamento.
La strada è attraversata
in entrambi i sensi dai bus AMT tramite le linee 1, 2, 3, N2
(che collegano Cornigliano con il centro città e il ponente) e
160 (di collegamento interno al quartiere, che congiunge la zona
di via Dei Sessanta con
Campi).
A monte dell'abitato,
per un ampio tratto in galleria, passa l'Autostrada A10,
Genova-Ventimiglia (confine francese). Per raggiungerla occorre
utilizzare l'uscita Genova Aeroporto che è situata proprio al
confine con Sestri Ponente tramite una rampa (via E. Melen) che
si diparte direttamente da via Cornigliano. Nel 2012, terminata
la nuova viabilità a mare, l’autostrada sarà direttamente
raggiungibile da essa.
Cornigliano è anche
collegata direttamente con l'Aeroporto Cristoforo Colombo di
Genova attraverso via Pionieri e Aviatori d'Italia.
Cornigliano è
attraversata dalla linea ferroviaria Genova-Savona-Ventimiglia
ed è servita da una stazione che, ristrutturata nel 2007, ospita
oggi l’Associazione Sole Luna che gestisce un ristoro per
persone bisognose. I piani per il rifacimento del nodo
ferroviario di Genova prevedono la chiusura dell'attuale
stazione (con il riutilizzo dell'edificio per altre
destinazioni) e la creazione di una nuova stazione a levante,
più vicina al centro del quartiere (tra Via d’Acri e P.zza
Metastasio)
Di fronte alla stazione
è posizionata una fermata del Volabus, l'autobus destinato da
AMT al collegamento veloce tra la
stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe
e l'aeroporto
Cristoforo Colombo.
Personaggi legati a
Cornigliano
-
Sant'Alberto da Genova,
santo vissuto nel vecchio complesso della badia di
Sant'Andrea
-
Santa Caterina da Genova,
santa vissuta a cavallo fra '500 e '600 in Villa Carbone
-
Ugo Foscolo,
poeta, ospitato spesso nelle ville di Cornigliano, partecipò
all'assedio di Genova sulla collina di Coronata
-
Maurizio Dufour,
architetto proprietario dell'omonima villa
-
Il principe
Oddone di Savoia,
residente nella bella stagione nella villa Durazzo Bombrini
-
Edilio Raggio,
imprenditore ed onorevole del
Regno d'Italia
proprietario dell'omonimo castello
-
Giampiero Ventura,
allenatore
di calcio, nato e vissuto a Cornigliano
-
Laerte Ottonelli,
attore dialettale, Cavalierato per meriti artistici.
-
Walter Nudo,
attore
e personaggio televisivo nato a
Montreal
e vissuto a Cornigliano
-
Aureliano Bolognesi,
oro olimpico pugilato,
vive a Cornigliano
-
Giacinto Rizzolio,
partigiano fucilato dai fascisti
Sport

Lo storico
Stadio del Littorio
poi Bacigalupo
Un tempo a Cornigliano era
presente il secondo
stadio
cittadino, lo
Stadio del Littorio,
costruito nel 1927, che fu il terreno di gioco delle società
sportive
Ginnastica Sampierdarenese,
La Dominante, Liguria e Corniglianese. Concepito esclusivamente
per il gioco del calcio, era un ottimo impianto all'inglese, con
una grande tribuna, tetto in legno, vetrate e gradinate con una
capienza massima di 15.000 spettatori e pista per atletica. Nei
mesi estivi vi si tenevano spettacoli operistici, cinema e
incontri di pugilato.
Demolito nel dopoguerra, al
suo posto è stata edificata una rimessa per gli
autobus
(di cui oggi è prevista peraltro a sua volta a demolizione).
La storica squadra di calcio
locale è la "A.S.D. Corniglianese 1919" che milita nel
campionato di
Eccellenza.
Vanta un glorioso passato, partecipò a diversi campionati
professionistici (II divisione,serie
B
dell'epoca nel 1926), oltre ad alcuni campionati di
serie C
(ultima apparizione nella stagione 1947-48). Fu protagonista di
alcune fusioni tra più società, antenate dell'attuale
U.C. Sampdoria.
La prima fusione nel 1927 con
Andrea Doria,
Sampierdarenese
e Corniglianese diede vita all'effimera "La Dominante" che si
rivelò un fallimento. La seconda fusione fu nel 1930 con
Sampierdarenese,
Rivarolese
e Corniglianese e diede vita al "Liguria" che retrocesse in
I divisione già nel 1931.
Liberamente tratto da Wikipedia e adattato
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