Strade e piazze di Cornigliano Viale Narisano

Nel cuore della nostra delegazione, una breve strada che si dirama verso nord, collega attraverso un piccolo passaggio pedonale, via Cornigliano a via Nino Cervetto, una parte della Antica via Romana, circondata da ville storiche, vanto di una Cornigliano durante i suoi periodi di massimo splendore. In fondo a quel percorso si viene fermati dalla splendida presenza della cinquecentesca villa Spinola Narisano da cui deriva il nome di viale Narisano. Gli Spinola, verso la metà dell’Ottocento, decisero di cederla ad un fabbricante di mobili che, a sua volta, la vendette a Gaetano Narisano, esponente di una facoltosa famiglia dell’alta borghesia. Nel corso degli anni, questa villa ospitò diverse attività e una parte dell’edificio fu assegnata alle suore missionarie del Sacro Cuore che aprirono prima una casa per educande e due anni dopo, la trasformarono in istituto scolastico. Ma i cambi di destinazione si susseguirono ancora e verso il 1930 il piano nobile ospitò un circolo privato, mentre il piano terra fu adibito ad uso industriale aprendovi un pastificio. Le varie destinazioni d’uso che richiesero la frammentazione degli spazi dell’edificio, si scontrarono con i vincoli monumentali imposti dal Ministero per l’educazione Nazionale, vincoli che convinsero i Narisano a cedere il palazzo a Giacinto Pedemonte, il quale proseguì affiancando al pastificio un circolo dei cacciatori. I cambi di proprietà che si susseguivano danneggiavano l’immagine di quell’edificio e poiché la delegazione necessitava di un centro socio-sanitario, nel 1976 il comune lo individuò proprio  in quel luogo risultato il più adatto, come possibile sede di un centro civico e consultorio in grado di soddisfare le esigenze del quartiere. Approfittando di questa sollecitudine, la Federazione lavoratori metalmeccanici e l’Italsider, in accordo coi consigli di fabbrica di Cornigliano e Campi, decisero di finalizzare parte dei contributi sociali del salario a questo nobile scopo contribuendo materialmente alle spese del comune per l’acquisto dell’immobile. Questa struttura, dalla planimetria originale del Vinzoni, risultava collegata alla vicina torre tramite una costruzione intermedia, formando così un unico blocco e l’accesso alla villa, anziché sulla via principale come tutte le altre dimore sparse lungo l’antico percorso, era sul lato opposto e pur essendo stato modificato lo spazio esterno, è ancora di grande interesse il portale  marmoreo con trabeazione dorica su colonne scanalate. Nel 1980 l’architetto Maurizio Santini stilò un primo prospetto per un parziale recupero del piano terra, mentre l’anno successivo venne concretizzato, da parte del Servizio edilizia pubblica, il progetto globale di risanamento dell’intero edificio che si concluse tra il 1984/86 con il restauro degli affreschi del piano nobile, rinnovando completamente il suo aspetto cinquecentesco. Dall’atrio parte uno scalone con rampe ad angolo retto che conducono al piano nobile, da cui si accede alle altre sale di rappresentanza. Una di queste conserva la decorazione con motivi capricciosi, altre due raffigurano mitologie  attribuite al tardo Cinquecento tra cui il “Ratto d’Europa” e “Apollo e Dafne”, mentre un’altra sala presenta una “Scena di paesaggio” che dovrebbe risalire ad un’epoca più recente. Questa villa, riportata agli antichi splendori, inaugurata ufficialmente il 18 aprile 1985 e oggi adibita a Centro civico, oltre ai servizi demografici, accoglie anche un centro di integrazione e di crescita socio culturale. Collabora con la Biblioteca Guerrazzi e coinvolge le scuole di ogni ordine e grado. In collaborazione con esperti ed associazioni, attiva cicli di incontri e ospita anche mostre di ampio interesse per tutta la popolazione, un gradito e irrinunciabile servizio aperto a tutta la cittadinanza.                                           Rosanna Robiglio

Per la precisione storiografica, l’Autrice ha consultato l’Archivio del Servizio  pubblico  del  Comune di Genova