Cornigliano Città di ville

Cornigliano Città di ville

Una straordinaria ricchezza di ville, orti e giardini ha caratterizzato per secoli i centri sia a ponente che a levante della città di Genova.

Benché ammirati da artisti e da viaggiatori, da italiani e da stranieri, questi imponenti complessi di ville furono travolti, tra ‘800 e ‘900. Una radicale trasformazione dell’ambiente urbano, che nel giro di pochi decenni cambia equilibri plurisecolari.

Per Cornigliano si è trattato della fine di un’economia agricola e delle immediate conseguenze dell’insediamento a Sampierdarena dei primi stabilimenti industriali.

La struttura urbanistica di Cornigliano è ancora oggi impostata su quelle che erano le antiche proprietà di Villa.

È singolare che nel corso del Novecento, nonostante segni così evidenti, si sia persa praticamente ogni traccia della significativa e gloriosa storia di questa località.

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Da villa Gatti Dufour a Villa Marchese, da Villa Musso a Villa Carbone: sono più di venti i gioielli architettonici di Cornigliano, ai piedi della collina di Coronata. Tra il ‘500 e il ‘600 le famiglie dell’aristocrazia genovese come i Doria, gli Spinola e i Durazzo, costruirono qui grandi tenute, con terre che arrivavano fino al mare. “Poi le fabbriche, e il colossale insediamento dell’Ilva, hanno allontanato il mare dal quartiere, e negli ultimi decenni le ville sono state abbandonate al degrado, un enorme patrimonio rimosso dall’immaginario comune”, dice Andrea Bignone, vice presidente di Italia Nostra Genova. L’idea dell’associazione è dare all’area una nuova veste, costruire un percorso storico, un’attrazione turistica. “Potrebbero uscirne progetti di ristrutturazione, e poi percorsi pedonali, o ciclabili, attraverso gli antichi tracciati e le belle facciate delle dimore”.