Era il negozio più bello di Cornigliano, con arredamenti di lusso e marchi del calibro di Issel, Baccarat, Alessi, Lladrò. “Grillo – Cristallerie e porcellane” fu aperto nel 1871, quando il quartiere era una zona di agrumeti e ville nobiliari: dal primo gennaio sarà una saracinesca abbassata. L’ennesima del quartiere. «Ho quasi 74 anni e avevo voglia di andare in pensione», racconta con gli occhi lucidi di lacrime Giuseppina Grillo, proprietaria dal 1982. «Il problema è che a Cornigliano ormai mancano i negozi di un certo livello, ogni anno che passa diventa sempre di più un quartiere dormitorio». Sono gli ultimi giorni anche per il negozio 2B Elettrodomestici di via Cornigliano 322, l’ex “Soave” aperto nell’immediato dopoguerra e diventato un punto di riferimento anche per gli abitanti di Sestri e Sampierdarena. «Ho cominciato a lavorare qui che avevo 26 anni, ora ne ho 76», spiega la proprietaria Angiola Borriello. «Da quando ha aperto la Fiumara è stato un disastro. Ormai siamo circondati da fruttivendoli e negozi di cinesi».

Il 2015 è stato un’ecatombe per Cornigliano, con negozi e ritrovi storici caduti uno dopo l’altro. Negli ultimi mesi il quartiere ha perso una sartoria, un negozio di alimentari tipici del sud, un centro scommesse, un negozio di argenteria. Non ce l’hanno fatta il Circolo dei Pescatori e nemmeno il Sampdoria Club Bollano. E tra pochi mesi anche l’Anpi rischia di fare la stessa fine. «Se ci fosse ancora speranza di cambiamento, le associazioni avrebbero tirato la cinghia», lamenta Riccardo Ottonelli, presidente del Circolo Arci Rizzolio e della Pro Loco Loco di Cornigliano. «Ma è disarmante vedere l’abbandono del quartiere. Aspettiamo la riqualificazione da anni ma la politica non ci dà risposte nè tempi certi».

Sotto accusa il rifacimento di via Cornigliano e i collegamenti che ancora mancano tra la strada a mare e l’autostrada. In entrambe le situazioni è protagonista la Società per Cornigliano, proprietaria delle aree dismesse dallo stabilimento siderurgico e destinataria dei finanziamenti per riconvertirle. Nella migliore delle ipotesi entrambi i lavori potrebbero cominciare nell’autunno del 2016 e durare circa due anni. Dopo il quartiere cambierà volto, con una strada interna dai marciapiedi più ampi, una pista ciclabile e i limiti di velocità a 30 all’ora. «Ma serve assolutamente un modo per invogliare i negozi più grandi a investire sul quartiere», avverte

Andrea Pavan, presidente del Civ. «Sennò rischiamo di diventare una cattedrale nel deserto. Basta fare due passi: mancano una gelateria, una yogurteria, ci sono poche edicole e i negozi di abbigliamento sono insufficienti. Se un ragazzino vuole comprarsi un bel paio di jeans è costretto ad andare a Sestri o alla Fiumara».

Sorgente: Repubblica.it  Cornigliano, il grido di dolore dei negozianti: “Quartiere dormitorio, qui si chiude”

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