Fabio Zuffanti

Fabio Zuffanti

Fabio ZuffantiMa che musica suoni

Se sentite veramente in fondo al vostro cuore, anima, cervello, stomaco, dentro fin nei più oscuri recessi del vostro corpo, che dovete comunicare qualcosa al mondo, sia essa musica, parole, pittura, scultura, cucina, falegnameria o tutto quello che volete, non fatevi mettere i bastoni tra le ruote da nessuno.”

Esordisce così il bassista e compositore polistrumentista Corniglianese, Fabio Zuffanti, nel suo libro “Ma che musica suoni?”, (2014 Editrice Zona) che è, sia una autobiografia, sia un libro sulla musica prog.

La musica prog è un omonimo di rock progressivo (dall’inglese progressive rock), è una frangia della musica rock, evoluto dal rock psichedelico britannico degli anni sessanta e diffusosi in Germania, Italia e Francia nel corso del decennio e di quello successivo. Il prog nasce dall’esigenza di comporre musica rispondendo all’esigenza di dare alla musica rock maggiore spessore culturale e credibilità. Il nome del genere, considerato da alcuni inadeguato, indica la progressione del rock dalle sue radici blues, di matrice americana, a un livello maggiore di complessità e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica.

Il libro in questione non è che la punta dell’iceberg di tutto il materiale prodotto dal bassista. Per fare un esempio nel 2003 esce Le notti difficili (titolo preso dall’omonima raccolta di racconti di Dino Buzzati) del gruppo laZona, autori di un mix tra prog, psichedelia e atmosfere spaziali. Con Zuffanti ci sono il batterista Marco Cavani, il tastierista Agostino Macor, il chitarrista Stefano Marelli e il trombettista Michele Nastasi. Il disco è pubblicato dalla Mellow Records di Sanremo. Dal 1996 opera invece l’importante progetto Höstsonaten nel quale emerge l’anima sinfonica, folk e jazz di Fabio. Dopo i primi due album Hostsonaten (1996) e Mirrorgames (1998) Zuffanti si è dedicato alla realizzazione di quattro dischi strumentali dedicati alle stagioni della terra: Springsong, Winterthrough, Autumnsymphony e Summereve, pubblicati tra il 2002 e il 2011. Nel più recente disco di Höstsonaten (pubblicato nel 2012) Zuffanti ha musicato il celebre poema inglese The Rime Of The Ancient Mariner di Samuel Taylor Coleridge. Con i gruppi la Maschera Di Cera e Finisterre le soddisfazioni concertistiche non sono mancate. Hanno infatti suonato in tour, oltre che in Italia, in Spagna, Francia, Portogallo, Svizzera, Belgio, Stati Uniti e Messico. La Maschera Di Cera è formata da Agostino Macor alle tastiere, Alessandro Corvaglia, eccezionale cantante che Zuffanti aveva già coinvolto nella sua rock-opera Merlin, dal flautista bolognese Andrea Monetti e dal batterista pescarese Maurizio Di Tollo. La discografia del gruppo comprende La Maschera Di Cera (2001), Il Grande Labirinto (2003), Luxade (2006), Petali Di Fuoco (2010) e Le porte del domani (2013)

Fabio Zuffanti nutre inoltre un grande amore per musical come Jesus Christ Superstar, Evita, Il Fantasma Dell’Opera e lo ispirano le melodie forti e intense… “quando queste sono espresse in maniera così pura e lirica come Andrew Lloyd Weber sa fare non posso non rimanere toccato e ispirato”. (Cit.) Nel 1999, in collaborazione con la regista inglese Victoria Heward si mise alla prova, scrivendo la rock-opera Merlin dal quale scaturì un doppio cd (Merlin; Iridea Records, 2000) e una fortunata rappresentazione teatral-musicale.

Zuffanti porta avanti anche una carriera solista a suo nome il cui il disco più rappresentativo è l’ultimo La quarta vittima (AMS records, 2014), album di grande successo nominato da più parti come migliore disco prog del 2014, e un duo (Aries) in compagnia della cantante Simona Angioloni. Aries hanno realizzato due album, Aries (Mellow Records, 2005) e “Double Reign” (AMS Records, 2010).

La carriera di Fabio inizia ad essere importante, e Genova, come al solito rappresenta uno dei punti maggiormente espressivi. Ma del fatto che si stia parlando di un Corniglianese possiamo essere solo che orgogliosi. Io personalmente lo sono, e penso che Fabio Zuffanti sia un’artista completo. Personalmente non adoro troppo il prog, ma il suo estro mi ha veramente ammaliato. Zuffanti nel 2011 ha composto una canzone intitolata Musica strana, un pezzo che ricorda un classico della musica italiana, tranquillamente programmabile in televisione e in radio. Zuffanti qui si prende un pochino in giro, affronta la questione del suo lavoro tramite l’interesse stranito di una donna che curiosa vuole conoscerlo meglio. Ma al tempo stesso lo critica e gli consiglia, quasi come una mamma, di cambiare mestiere perché, come si è soliti pensare, con la musica non si mangia. Musica strana è un pezzo di facile ascolto, come se Zuffanti volesse dire: “la musica commerciale la so fare pure io”. Ma non è questo il suo intento, personalmente immagino sia solo una prova divertita di come ci si senta a fare musica “facile”.

Musica strana è tratta dal penultimo album solista di Zuffanti, La foce del ladrone (2011), titolo che vuole rappresentare un divertito omaggio al più famoso La voce del padrone di Franco Battiato (da sempre grande ispiratore della musica di Fabio). Del 2014 il suo ultimo lavoro (che sto ascoltando) ove Zuffanti taglia il traguardo dei vent’anni di carriera. “La Quarta Vittima” è composto da sette brani ispirati dal libro

di racconti Lo specchio nello specchio di Michael Ende (già autore del fortunatissimo La storia infinita).

Complimenti a Fabio Zuffanti per il lavoro fatto, nel frattempo speriamo di aver contribuito a fare scoprire un po di più la musica “prog”, che ricordiamo nei suoi precursori molti musicisti italiani.

Il rock progressivo italiano è una corrente del progressive sviluppatasi in Italia all’inizio degli anni settanta. Si può sicuramente dire che, insieme al fenomeno cantautorale, si tratta di uno degli episodi più importanti della musica leggera italiana, che ha riscosso successo e considerazione anche oltre i confini nazionali, soprattutto con gli Area, gli Arti e Mestieri, il Banco del Mutuo Soccorso, i Goblin, Le Orme, i New Trolls, la Premiata Forneria Marconi e gli Osanna. Nei primi anni settanta il genere musicale veniva chiamato più semplicemente “Pop Italiano”.

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