Salva Ilva: cosa prevede il decreto approvato in via definitiva – Rai News

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Salva Ilva: cosa prevede il decreto approvato in via definitiva – Rai News

TUTTE LE MISURE SALVA ILVA: COSA PREVEDE IL DECRETO APPROVATO IN VIA DEFINITIVAIl decreto fa in modo che l’amministrazione straordinaria dell’Ilva abbia la provvista finanziaria per la gestione dell’azienda e l’attuazione del piano di risanamento. Nel tempo all’Ilva dovrebbero affluire oltre 2 miliardi. Potenziate le tutele dell’indottoTweet Camera, via libera definitivo al decreto Ilva. Renzi: “Per Taranto riparte la speranza”Ilva, accordo raggiunto sugli esuberi: saranno poco più di 4milaDecreto Ilva ottiene la fiducia al Senato03 marzo 2015Il decreto legge approvato in via definitiva dalla Camera con voto finale è quello “licenziato” nei giorni scorsi dal Senato, dopo il lavoro delle commissioni Industria e Ambiente, ed è profondamente diverso da come lo aveva approvato il Consiglio dei ministri alla vigilia di Natale.Aia conclusa ad agosto 2016È stata anzitutto precisata la tempistica degli interventi dell’Autorizzazione integrata ambientale. Nel testo di Palazzo Chigi, la conclusione era lasciata ad un provvedimento del presidente del Consiglio. Adesso, invece, nel decreto si riconferma la data che c’era nel piano ambientale approvato dal Governo un anno fa: nell’Ilva, l’Aia andrà conclusa ad agosto del 2016. Invariata, invece, la conclusione dell’80% delle prescrizioni: luglio prossimo.Potenziate le tutele dell’indottoUn’altra parte del decreto che e’ stata potenziata, riguarda le tutele dell’indotto, che a meta’ gennaio aveva avviato le sue proteste – tra cui il blocco dei trasportatori – temendo di perdere, o di vedere ridimensionati, i crediti maturati con l’ingresso dell’Ilva in amministrazione straordinaria dal 21 gennaio scorso. Adesso tutte le pmi, trasporto compreso, che all’Ilva hanno eseguito lavori di risanamento ambientale o di continuità produttiva, avranno accesso alla prededuzione dei crediti maturati. In altri termini, le pmi hanno una garanzia di riscossione per quanto fatturato all’Ilva nei mesi precedenti il 21 gennaio ma non ancora liquidato. Inoltre, per le stesse pmi c’è una sospensione del pagamento dei tributi sino al 15 settembre prossimo e sono sospese sino alla stessa data anche le procedure cautelari ed esecutive connesse, mentre è sospeso sino al 2017 il pagamento delle quote di capitale su mutui e finanziamenti contratti. Le pmi dell’indotto potranno anche accedere per nuove operazioni di finanziamento al Fondo di garanzia che, allo scopo, ha destinato un budget di 35 milioni.Ilva in amministrazione controllata. Fondi per 2 miliardiIl decreto fa in modo che l’amministrazione straordinaria dell’Ilva abbia la provvista finanziaria per la gestione dell’azienda e l’attuazione del piano di risanamento. Nel tempo all’Ilva dovrebbero affluire oltre 2 miliardi. I primi ad arrivare, ora che il provvedimento è stato convertito in legge, sono i 156 milioni accantonati da Fintecna e adesso sbloccati dai pareri preventivi di ministero Ambiente e Avvocatura dello Stato.Tre commissari potranno chiedere sblocco dei fondi sequestratiI tre commissari potranno poi chiedere sino a 400 milioni di prestito garantito dallo Stato per investimenti e innovazione. Infine, per sbloccare il miliardo e 200 milioni sequestrato dalla Procura di Milano ai Riva, proprietari dell’Ilva, per presunti reati fiscali e valutari, si offre ai magistrati e alle banche della Svizzera la garanzia che questi soldi saranno impiegati nel risanamento. Del miliardo e 200 milioni, infatti, solo 150 milioni sono in Italia nel Fondo unico Giustizia, il resto, invece, è ancora in Svizzera. Predisposto un meccanismo che prevede che i commissari chiedano alla Procura di Milano lo svincolo delle somme sequestrate, l’emissione di obbligazioni da parte dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva e la loro intestazione al Fondo unico Giustizia. Un meccanismo, questo, suggerito al Senato, quando lo ha ascoltato, dal procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco.Verso la newco pubblicaIl decreto ormai diventato legge consente l’operatività dell’amministrazione straordinaria – applicata all’Ilva, dallo scorso 21 gennaio, in base alla legge Marzano – ma soprattutto spiana la strada alla costituzione della newco pubblica che tra alcuni mesi acquisirà gli impianti e il personale dell’azienda dalla stessa amministrazione straordinaria. La newco, che sarà partecipata con gli strumenti messi a disposizione dall’Investiment Compact. L’Ilva ha nei suoi siti 16mila dipendenti, dove oggi, peraltro, comincia il terzo anno con i contratti di solidarietà. Una misura di crisi che interesserà per un anno 4.074 unità. La scelta del temporaneo ritorno al pubblico è stata determinata anche da alcune contigenze: la sempre più critica mancanza di risorse per l’Ilva, che in alcuni periodi è stata anche sul punto di non pagare gli stipendi, e gli enormi costi della bonifica ambientale del siderurgico, stimati in base all’Aia in 1,8 miliardi di euro e ritenuti dai privati non solo esosi ma corrispondenti a prescrizioni che in Europa le altre aziende side

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