Villa Bickley Gentile a Genova Cornigliano sec XVI

Villa Bikley Gentile
Villa Bikley Gentile

Il primo dicembre del 2001,terminati i lavori di ristrutturazione, la villa venne acquistata dal comune di Genova da tre enti inglesi ai quali era pervenuta per legato testamentario. Dal primo di dicembre del 2001 la villa è diventata sede della biblioteca Guerrazzi e del Centro del Lavori di Genova (Job Centre). E’ diventata una biblioteca tecnologica multimediale con un parco pubblico annesso e con una caffetteria ubicata nell’antica serra. Una curiosità del parco,che è di circa di 1600 mq,(a differenza del passato in cui si estendeva fino al mare) è una splendida canfora bicentenaria. Gli orari della biblioteca sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 14:00 alle 19:00 e il martedì e il giovedì dalle 9:00 alle 19:00.
Questa villa ,da sempre è stata adibita a scopo abitativo (sia con la famiglia Gentile che successivamente con la famiglia Bickley). La torre ,a pianta rettangolare situata nel lato ovest della villa, unitamente a quattro ambienti voltati contigui,risulta essere la parte edilizia più antica risalendo al 1300 . Fu a quel tempo utilizzata come torre di avvistamento ed intorno ad essa la famiglia Gentile, a fine 1500 costruì il proprio palazzo. Attualmente della torre vengono utilizzati, per servizi annessi alla biblioteca, alcuni locali collegati direttamente ai piani dell’edificio principale. I Gentile (ramo della famiglia che ci interessa di più, in quanto possedevano la zona in cui sorge la villa) erano una famiglia illustre; infatti cinque membri divennero dogi, tra i quali Gentile Pevere, che dopo la morte del figlio travolto dalle acque del Polcevera in piena, fece costruire il grandioso ponte di Cornigliano per evitare il ripetersi di una simile sciagura e anche la cappella della Madonna,ancora oggi molto cara ai Corniglianesi.L’edificio si sviluppa su cinque piani fuori terra oltre ad uno interrato, per una superficie di circa 2000 mq ed è accessibile a tutti i livelli da portatori di handicap motori. Lo possiamo suddividere in:
PIANO INTERRATO Era il piano delle cantine con suggestivi locali voltati.
PIANO TERRENO E’ caratterizzato da due grandi vani ricchi di decori in rilievo d’età barocca. Il primo costituisce l’ingresso principale di via Cervetto, mentre il secondo permette di accedere al giardino della villa.
PRIMO PIANO AMMEZZATO In passato era il piano della servitù; interessante è la cucina, perfettamente restaurata e visitabile.
PRIMO PIANO NOBILE Qui troviamo le opere di maggior rilievo artistico, le decorazioni in rilievo su pareti e soffitti a volta e i bellissimi pavimenti in seminato alla veneziana con disegni floreali realizzati negli anni ’30. Il salone principale è oggi adibito a sala di lettura ed è stato restituito al suo antico splendore barocco. Di quì si accede alla sala detta del “cavallo” in quanto si trova il celebre affresco di Andrea Ansaldo, noto pittore voltrese, perfettamente restaurato.
PIANO SECONDO Si sviluppa per un’estensione minore rispetto al sottostante, dovendo escludere al centro l’area del salone maggiore a doppia altezza.
PIANO SOTTOTETTO Oggetto di parziale rifacimento, visto i parziali crolli che lo avevano interessato.
I prospetti neorinascimentali che caratterizzano la villa e che accentuano l’impianto alessiano, sono in realtà il frutto di un radicale rifacimento avvenuto nella metà del XIX secolo. Unica modifica operata sull’esterno dell’edificio è stata la costruzione di un corpo aggiunto a lato della torre che contiene la scala di sicurezza. Non si riesce a capire se davvero esistesse una loggia al piano nobile e se questa potesse essere ad angolo (elemento tipico locale del primo Risorgimento) e quindi dove si trova l’affresco dell’Ansaldo, oppure al centro della facciata, più probabile, vista l’impronta alessiana presente nell’edificio nel suo complesso, spostandone quindi la datazione al tardo Risorgimento.
SALA DELL’ANSALDO
Nella sala sono individuabili due decori sovrapposti: gli affreschi tardo rinascimentali attribuiti ad Andrea Ansaldo e i successivi stucchi in rilievo in stile rocaille. La scena principale rettangolare, rappresenta Orazio Coclide che respinge gli Etruschi sul ponte Sublicio, celebre episodio narrato da Tito Livio (Ab Urbe Condita II,10). Sei figure di condottieri romani attorniano l’affresco principale. Sia la scena centrale sia le cartelle laterali sono delle sue opere eseguite tra il 1625 e il 1630. Questo affresco fu commissionato molto probabilmente dalla moglie di Pietro Maria I Gentile con la funzione autocelebrativa e commemorativa del valore di suo marito.
SALA DELLE “GROTTESCHE”
Si trova allo stesso piano, però diametralmente opposta alla sala “del cavallo”; è a pianta rettangolare ed è stata in gran parte distrutta dal crollo del solaio soprastante. Nelle due pareti e nella porzione di volta conservatesi era visibile un decoro neoclassico a motivo geometrico tipico dell’ottocento, il quale venne rimosso per mettere in luce la decorazione sottostante che consisteva in un motivo a “grottesche” che imitava con maestria lo stile pompeiano con esili architetture che fanno da elegante cornice a figure allegoriche.
DIPINTI NEL SALONE DEL PRIMO PIANO NOBILE
Rappresentano i feudi della famiglia Gentile di Castellaro e Pompeiana da un lato e Cassinelle e Molare dall’altro, furono raffigurati a tempera sulle pareti maggiori nel XVIII secolo. Purtroppo ora, sono quasi del tutto scomparsi, in quanto dilavati dalla pioggia prima degli ultimi restauri. Questi due dipinti furono commissionati da Marco Antonio, ultimo doge della famiglia Gentile, probabilmente a Giuseppe Bacigalupi , ottimo paesaggista che realizzò per lui molte opere.
Liberamente tratto da Wikipedia