PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO
(GHT, Great Campus e Talent Garden) ERZELLI (Cornigliano Ligure) Genova

Concepito per essere tra i primi 20 al mondo, quarto in Europa e primo in Italia per numero di addetti. Nasce per favorire l’intreccio tra aziende, università e centri di ricerca.

GREAT Campus: Parco Scientifico e Tecnologico di Genova – Erzelli (great-campus.it)

 

 

ERZELLI NON È LA REPUBBLICA DI SAN MARINO di Anza

A guardia dei beni preziosi di un territorio, nel medioevo venivano poste le torri. E due son le torri che svettano dal 2011 in cima alla collina degli Erzelli a Cornigliano, a guardia del bene più prezioso di tutti: il nostro futuro. Quello di questo quartiere e quello dello stato dell’arte delle attività economiche ad alto contenuto tecnologico ed alto valore aggiunto, il cosiddetto hi-tech. Un connubio per cui molti farebbe carte false.

Oggetto di discussione fin dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso, è solo dal principio degli anni 2000 che il parco tecnologico degli Erzelli muove concretamente i primi passi, con la costituzione della società Genova Hi Tech (GHT) Spa, capitana da Carlo Castello, fondatore e, ai tempi, presidente di Esaote. La mission? insediare un polo di eccellenza sui 475 mila mq in cima alla collina, a ottanta metri sul mare, con vista sull’aeroporto di Genova e sul golfo [1].

Un distretto, nelle intenzioni, in grado di creare una sinergia tra l’esperienza consolidata (il know how) delle realtà industriali e le frontiere della ricerca scientifica dei dipartimenti di ingegneria dell’università di Genova. Il cui trasferimento è stato identificato fin dall’inizio come una conditio sine qua non per la buona riuscita dell’impresa. Anche per questo nel 2016 il parco scientifico ha assunto il nome ufficiale di Great Campus (Genoa research and advanced Technology Campus) [2]

Avviati il lavori nel 2009, ai generosi rendering che presentavano alla stampa il layout finale del complesso non è seguita un altrettanto generoso avvio dei cantieri che dovevano tramutare in realtà quando progettato. Completate le due torri, per attendere la prima novità di rilievo bisognava attendere il 2019 [3], con l’inaugurazione del parco urbano, una superficie verde di 30 mila mq, compresa un’area giochi di 400 mq e un percorso running di 3 km.

Attualmente trovano posto alla base delle due torri anche un palestra, un piccolo supermercato e un asilo nido che segue il metodo Montessori [4]

Nel 2011 si insedia la prima società: la multinazionale svedese delle telecomunicazioni Eriksonn. Seguiranno negli anni successivi Siemens, Esaote, Liguria digitale, Alten, Enega, Cisco System, Talent garden, Istituto italiano di tecnologia. Una realtà in grado di dare lavoro a più di 2000 persone [5], tra lavoratori diretti e indotto. Per un confronto, la società Psa che controlla diversi terminal portuali, tra cui quello di Pra’, occupa in quest’ultimo solo 658 lavoratori [6].

Non male per un progetto rimasto finora ai nastri di partenza. E tutto questo occupando una percentuale irrisoria di spazio, valorizzando il territorio in cui si insedia invece di svilirlo, erogando stipendi di tutto rispetto a chi ci lavora.

Se questo è il passato e il presente della collina, per scrivere i capitoli del suo futuro, è con la Scuola Politecnica che dobbiamo fare conoscenza.

Nata intorno al 2012 dalla fusione delle facoltà di Architettura e di Ingegneria, a seguito della riforma voluta dall’allora ministro dell’università Gelmini, con la legge 240/2010 [7], è il punto di riferimento di una comunità composta da circa 7 mila studenti, 350 docenti e altrettanti tra personale amministrativo e assegnisti e dottorandi (i primi gradini della carriera di ricercatore universitario).

E suddivisa in 5 dipartimenti: DAD (Dipartimento Architettura e Design), DIBRIS (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi), DICCA (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale), DIME (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica, Gestionale e dei Trasporti), DITEN (Dipartimento di Ingegneria Navale, Elettrica, Elettronica e delle Telecomunicazioni)[8].

La sua sede principale è in villa Cambiaso, Albaro, quartiere che ospita anche gran parte dei suoi dipartimenti. Vecchia come il Great Campus stesso, la discussione sul suo trasferimento nel distretto degli Erzelli ha conosciuto una serie di passaggi inediti negli ultimi mesi, passaggi che permetteranno nel medio periodo di concretizzare quanto a lungo sognato.

La road map scelta da Federico Delfino, rettore dell’Università degli studi di Genova (UniGe), ha suddiviso la gara di appalto in due parti distinte, da completare in tempi diversi: il lotto A relativo alle aule didattiche, i dipartimenti e la biblioteca per un costo stimato di circa 200 milioni di euro ancora da finanziare completamente (per un ammanco di 60 milioni) [9] e il lotto B costituito da cinque corpi di fabbrica destinati a laboratori per le attività di ricerca e sperimentazione, oggetto di un bando di gara per un totale di 90 milioni di euro [10]

Scaduti i termini il 6 Luglio di quest’anno, la gara di appalto del lotto B ha visto sette aziende leader del settore farsi avanti per contendersi la vittoria: Eteria, Fincantieri, Icm, Integra, Manelli, Impresa Percassi e Pizzarotti [11]. In attesa di conoscere il nome del vincitore, l’Università conta di iniziare i lavori entro i primi mesi del 2024 per poter procedere al trasferimento delle attività legate al secondo lotto intorno al 2028.

Una volano importante allo sviluppo dei territori dell’intero municipio Medio Ponente, a Cornigliano e Sestri la piena responsabilità di non farsi trovare impreparati a raccogliere i frutti di questa nuova sfida.

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[1] La collina del futuro: https://www.lastampa.it/economia/2021/10/19/news/la-collina-del-futuro-1.40825084/
[2] Nasce Great Campus: https://www.primocanale.it/archivio-news/179127-nasce-great-campus-il-parco-scientifico-che-si-apre-alla-citt-.html
[3] Genova, apre il Parco di Great Campus agli Erzelli: https://www.mentelocale.it/genova/articoli/79450-genova-apre-parco-great-campus-agli-erzelli-area-giochi-percorso-running.htm
[4] Erzelli, inaugurato il primo asilo nido Montessori: https://www.genovatoday.it/economia/erzelli-asilo-montessori.html
[5] Great-Campus Erzelli: https://www.genovameravigliosa.com/it/portfolio/657
[6] Psa-Sech, tutti i numeri a un anno dal matrimonio: https://www.themeditelegraph.com/it/transport/ports/2021/07/22/news/psa-sech-tutti-i-numeri-a-un-anno-dal-matrimonio-1.40524841
[7] Scuola Politecnica: https://www.universita.it/scuola-politecnica-universita-degli-studi-di-genova/
[8] Presentazione della Scuola Politecnica: https://www.youtube.com/watch?v=0DvnQklv7tQ
[9] Ingegneria a Erzelli, aggiudicata la prima gara: https://www.genova24.it/2023/04/ingegneria-a-erzelli-aggiudicata-la-prima-gara-obiettivo-inizio-lavori-entro-il-2023-342523/
[10] https://www.regione.liguria.it/homepage-bandi-e-avvisi/document/50008::suar-unige-scuola-politecnica-erzelli-lotto-b.html
[11] Genova, sette big in corsa per l’appalto di Ingegneria a Erzelli:  https://www.ilsecoloxix.it/genova/2023/07/25/news/genova_sette_big_appalto_ingegneria_erzelli-12963688/

I FORTI DEGLI ERZELLI (Storia di una collina)                                                                               Di Lorenzo Bisio storico dell’arte

<Molti a Genova sanno quali realtà ospita oggi la collina degli Erzelli, quale sarà il suo destino e quali altri edifici verranno costruiti per coronare il progettato Parco Scientifico-Tecnologico, futuro vanto per l città e per il Municipio VI Medio Ponente; generalmente invece si ignora cosa vi fosse prima, quali edifici vi si trovassero ed a cosa fossero adibiti.

Il quadro d’insieme per chi oggi sale al Great Campus, appare di difficile lettura, piuttosto complesso e frammentario in questa fase di transizione: un misto di edifici industriali, cantieri, baracche e vecchi cascinali presenti tra le nuove costruzioni, restano comunque visibili alcune tracce del passato ed alcune di queste sono molto evidenti come la Badia di Sant’Andrea degli Erzelli, alcuni cascinali ed i sentieri verso Coronata.

La curiosità porta però ad approfondire il passato della zona e si scopre così che su questa collina vi erano tre forti (due di questi ancora visibili):il Forte Casale Erzelli, il Forte Monte Guano ed il Forte Monte Croce;di quest’ultimo non vi è più traccia, mentre il Forte Monte Guano è ancora visibile tra la vegetazione, dietro gli edifici del Great Campus ed il Forte Casale Erselli è occupato, fin dal dopoguerra da una baraccopoli.

Grazie al contributo del Signor Attilio Ferrando del Coordinamento Ligure di Studi Militari, possiamo ancora visionare cartografie con planimetrie e sezioni di queste storiche fortificazioni, provenienti dall’archivio della Direzione del Genio Militare, potendo così cogliere aspetti e dettagli utili ad una ricostruzione storica dei loro aspetti originari.

Queste strutture facevano parte dei cosiddetti “Forti della Triplice”, ossia un sistema di fortificazioni costruite per presidiare i valichi dell’Appennino tra Liguria e Piemonte e per contrastare un’eventuale invasione da parte della Francia.Vennero costruiti a protezione di una possibile area di sbarco nemico nella zona di Sestri Ponente, ma avrebbero avuto un ruolo chiave anche per la protezione della città, poiché avrebbero ostacolato, non solo lo sbarco ed il raggruppamento di truppe nemiche, ma anche un attacco verso Est alla città, non adeguatamente difesa poiché le mura ed i forti presenti erano ormai obsoleti, ed inoltre una eventuale avanzata verso la Val Polcevera. Una tale avanzata avrebbe portato a disastrose ricadute economiche, specialmente per la zona di Cornigliano e Campi a vocazione industriale, e strategiche perché avrebbe consentito l’accesso ai valichi appenninici.

Forte Guano (m.173) venne costruito spianando parte della cima del monte vicino al cimitero di Coronata, venne creata una piazzuola ove vennero collocati quattro cannoni in acciaio da 120 mm. coronati da cupola, due mortai da 49 e tre cannoni da 57; si trattava quindi di una robusta struttura interrata adatta ad ospitare artiglierie da costa e da campagna e con capacità di ricovero di 70 soldati.  Utilizzato come deposito di munizioni era però vicino all’abitato e nel novembre del 1923 venne deciso il trasferimento del materiale esplosivo (cordite) verso le fortificazioni del Turchino, ma si verificò un grave incidente e l’esplosione distrusse parte del forte provocando morti e feriti, l’edificio fu abbandonato nel 1938.

Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato dalla contraerea, poi a fine conflitto fu abbandonato dalla guarnigione e ospitò per diverso tempo sfollati e senzatetto, attualmente risulta di proprietà privata, le entrate sono state murate per motivi di sicurezza ed è ricoperto di vegetazione.

Forte Monte Croce era ubicato nell’area attualmente spianata di fronte al Great Campus e venne distrutto intorno agli anni sessanta; distava dal Monte Guano circa 500 m. in linea d’aria, aveva pianta trapezoidale, era circondato da un fossato e poteva alloggiare 60 uomini.

Durante l’ultimo conflitto venne attrezzato, oltre alle sue dotazioni, di una batteria occasionale con otto cannoni in bronzo da 870 mm., era armato di quattro cannoni in ghisa da 1490 mm., due obici da 1490 mm., due cannoni da 570 mm. a caricamento rapido e due cannoni in bronzo da 870 mm.

Forte Casale Erselli, distante circa 300 m. dal Monte Croce, deve il suo nome alla presenza nelle vicinanze di un casale non più esistente, la sua struttura, completamente interrata e pressoché invisibile da lontano, era molto simile a quella del Forte Monte Croce, poteva alloggiare un massimo di 100 uomini e disponeva di sei cannoni in ghisa da 1490 mm., due obici da 1490 mm, due cannoni da 570 mm. a caricamento rapido e due mortai da 1490 mm.

Durante la seconda guerra mondiale fu dotato anche di due batterie occasionali antiaeree e navali, attrezzato con otto cannoni da 870 mm. in bronzo e due mortai da 870 mm. disponendo quindi di un totale di ventidue bocche da fuoco.

Il forte fu abbandonato dopo il 1945, venne occupato da sfollati e senzatetto, come accadde per gli altri due forti ed attualmente vi sorge una baraccopoli ben visibile salendo per via Vallebona.>

 

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