Villa Gentile, Spinola Grillo di Lorenzo Bisio, storico dell’arte

Il palazzo di villa è collocato verso la metà di via Tonale, strada che anticamente collegava Genova al Ponente assieme all’attuale tracciato di via Cervetto e via dei Domenicani a Cornigliano.

Molto probabilmente l’edificio era parte, un tempo, di un ben più vasto possedimento della famiglia Spinola ma ulteriori notizie d’archivio sulla proprietà sono emerse a seguito delle ricerche condotte in questi ultimi anni presso l’Archivio di Stato di Genova da Filippo Tassara, presidente dell’Associazione ASCOVIL, raccolte nei due volumi “Le ville di Cornigliano tra Quattro e Settecento”.

Dallo studio di un consistente corpus di atti notarili si è potuto ricostruire la storia e i passaggi di proprietà dell’immobile coprendo un arco temporale che dal 1317 va al 1764, dal quale emerge come inizialmente (1317) la villa appartenne a Nicolò de Savignone, marito di Catalina Pallavicino, il quale usò la proprietà come garanzia per la dote della consorte.

Nel corso del Quattrocento la villa e le sue pertinenze passarono ai Pallavicino – tra l’altro proprietari dell’adiacente villa conosciuta al giorno d’oggi come Spinola Pavese Dufour – e poi agli Spinola per giungere nel 1490 a Gio. Batta e Stefano Gentile, già possessori a Cornigliano di un’altra proprietà sita verso il ponte sul Polcevera e che vendettero a Quilico Spinola.

Dal 1535 fino al 1609 la villa appartenne a Costantino Gentileed ai suoi eredi, costui era banchiere di Carlo V e di Filippo II di Spagna nonché proprietario di un lotto presso Strada Nuova che nel 1563 vendette con profitto a Gio. Batta ed Andrea Spinola che vi edificarono la loro dimora (Palazzo di Gio. Battista Spinola in via Garibaldi 6, ndr.), nel 1631 Maria Virginia Spinola, moglie di Gerolamo Gentile, unì questa proprietà con quella della villa Spinola Pavese Dufour ereditata da suo fratello e per via femminile giunse infine a Stefano Grillo in quanto l’immobile era stato ricevuto in eredità dalla moglie Maria Vittoria Spinola.

Verso il XVIII secolo la proprietà assieme alla limitrofa villa Spinola PaveseDufour venne acquisita dalla famiglia Grillo.

Le principali fonti sulla villa e sul suo lotto di pertinenza sono riscontrabili anche nei catasti conservati presso l’Archivio di Stato di Genova, le topografie del Vinzoni del 1757 e le matrici catastali della Comunità di Cornigliano del 1809-12.

In particolar modo dal Vinzoni e dalle sue note emerge come il palazzo venne danneggiato dagli austriaci verosimilmente tra il 1746 e il 1747, anni della rivolta di Genova e dell’Assedio di Genova -episodi all’interno dello scenario della guerra di successione austriaca (1740-48).

Ulteriori notizie storiche non ci sono state riportate, ma nel 1798 l’edificio appartenne ai Rapallino e venne adibito a fabbrica di biacca.

Questi ne conservarono la proprietà fino al 1863 quando il palazzo venne suddiviso in appartamenti diventando un condominio, ma nonostante queste vicende storiche e le modifiche strutturali dovute ai suoi cambiamenti di funzione ed usol’immobile ha sostanzialmente mantenuto sui prospetti (facciate, ndr.) le antiche caratteristiche di dimora di villa.

Il dislivello tra via Tonale e l’attuale via Cornigliano rende ancora più imponente la facciata che dà verso il mare e possiede ancora una suddivisione piuttosto regolare caratterizzata da cinque assi di finestre.

Verso Levante, la parte laterale dell’edificio, si appoggia su una grande arcata che costituiva la parte finale della scenografia e degli elementi decorativi del giardino padronale dell’attigua villa Spinola PaveseDufour.

Sulla facciata a Nord, verso Coronata, invece il volume è ben più elaborato e si presenta ai nostri occhi ancora ben conservato nonostante abbia bisogno di restauri, esso è caratterizzato da due entrate con ingressi arcuati sui portali e quello di Levante da un piccolo cortile interno.

Alcune vecchie foto e un dipinto di Gustavo Dufour di fine Ottocento tramandano però che tutte le facciate presentavano una decorazione dipinta geometrica a partito architettonico.

Ancora una volta ciò che può apparire come banale o scontato per la sua consueta presenza nella nostra quotidianità, può nascondere interessanti ed articolate storie da conoscere, tramandare e valorizzare per generare processi di conoscenza ed identificazione col patrimonio storico-artistico e monumentale del territorio.

De Negri E., Tassara F. Facco M. T., Antola M., Cornigliano Città di Ville, Sagep Editori, Genova, 2016, pp. 42-43.

Tassara F., Le ville di Cornigliano tra Quattro e Settecento, Quaderni Franzoniani, Genova, 2022, pp. 252-254.

                                                 

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