Villa Valdettaro-Dufour a Coronata

di Lorenzo Bisio, storico dell’arte

In questi anni, nel lungo e non ancora concluso processo di riqualificazione di Cornigliano, sono stati posti all’attenzione sia dei residenti che del pubblico genovese e dei turisti quei tesori storico-artistici e quei monumenti che rappresentano e costituiscono la storia del territorio della nostra ex-delegazione.

Diversi sono stati i protagonisti in questo percorso, non ancora concluso, di individuazione, valorizzazione e salvaguardia delle meraviglie della zona.

Occorre notare però come in questi anni di aperture al pubblico dei palazzi di villa di Cornigliano si siano invece prese poco in considerazione le ville storiche di Coronata.

Anche questi edifici posseggono una storia e fanno parte di un sistema, dato che si tratta di palazzi nobiliari utilizzati per la villeggiatura dall’aristocrazia genovese in un contesto collinare che fino agli anni ’50 e ’60 del secolo scorso era ancora -eoggi è solo in parte- prevalentemente agricolo nonché famoso per i suoi vigneti da cui ha origine il vino bianco Val Polcevera DOC Coronata.

Una di queste interessanti ville è la Valdettaro-Dufour, in via Coronata 105, studiata come le altre del circondario a partire dagli anni ’80 dalla prof.ssa Patrizia Falzone epresente nell’imponente opera a volumi dal titolo “Le ville del Genovesato“, alla quale partecipano molti professori della facoltà di Architettura dell’Università di Genova.

La villa si colloca nella parte più alta di via Coronata lungo il crinale sul versante che dà sul Polcevera e Campi, pressoché di fronte all’Ospedale di San Raffale.

Architettonicamente è costituita da un volume a parallelepipedo allungato posto sulla via che segue l’andamento in ripido pendio del terreno.

La villa si trova al di sotto del livello stradale, ed è accessibile da un portale posto presso il muro di cinta a livello del primo piano nobile.

Quest’ultimo conserva ancora intatte alcune antiche sale con volte a padiglione, anche se molto ristrutturate e manomesse a causa dei successivi passaggi di proprietà e la conseguente evoluzione dei gusti attraverso i secoli.

Al di sopra vi è un altro e ancora importante piano, segue l’ammezzato sottotetto mentre sotto il piano di ingresso, alla quota più bassa del terreno affacciante sul Polcevera, erano collocate le scuderie e una vasta cucina, tutto realizzato in base ai principi di funzionalità tipicamente locale che relazionava distributivamente l’edificio alle caratteristiche del suolo.

Degna di nota è la grande cappella gentilizia del palazzo, citata dai Remondini nella loro opera “Parrocchie dell’Archidiocesi di Genova” del 1897 indicandola nell'”[…] antico palazzo Valdettaro con cappella uffiziata d’autunno[…]”, decorata nella volta da un affresco raffigurante la “Gloria di Sant’Agostino“.

L’edificio non conserva né riferimenti ad una precisa datazione né altre tracce dell’antica nobiltà, ma compare comunque nel catasto napoleonico del 1810 e del Porro del 1835-38, inoltre una planimetria di fine Ottocento lo indica come “villa Valdettaro“.

Passò di proprietà in questo secolo alla famiglia Dufour, come indicano le fonti locali e dopo ulteriori passaggi, agli attuali proprietari, che provvidero a restaurala poiché in stato di degrado.

All’ esterno, nei prospetti l’architettura presenta intatti gli aspetti caratteristici del palazzo di villa, con piani gerarchizzati, alto tetto in ardesia a padiglione posto a conclusione del volume a parallelepipedo strutturato a gradoni adattandosi alla pendenza del colle.

La storia di Coronata, del suo insediamento e delle sue ville, anche se poco divulgata, merita di essere valorizzata e conosciuta, perciò si auspica non solo un graduale processo di valorizzazione, tutela e divulgazione ma anche la creazione di percorsi appositi in modo da coinvolgere non solo il pubblico di residenti e cittadini genovesi ma anche i turisti.

                                                          

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